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mercoledì 17 novembre 2010

17 novembre, giornata del gatto nero




Da Roma a Milano iniziative a favore dei mici dal manto scuro: ci sono anche due gruppi si Facebook

ROMA - Torna la Giornata della Riabilitazione del Gatto Nero. Da Roma a Milano, dal prossimo 17 novembre (che quest'anno cade di mercoledì) ci saranno manifestazioni in piazza, riunioni, feste in onore dei bistrattati felini dal mano scuro. L'idea è nata qualche anno fa da due associazioni: Aidaa (Associazione difesa animali e ambiente) e Canoneinverso. Quest'ultima ha addirittura lanciato un gruppo su Facebook che propone la riabilitazione del gatto nero:, 400 iscritti.


SUPERSTIZIONI ANACRONISTICHE - Molto più numerosi i membri del gruppo «Il gatto nero non porta sfortuna, è stupendo!!», che sono già quasi 3mila. L'idea di unire le forze per una vera e propria campagna per far capire a tutti quanto siano anacronistiche certe superstizioni intorno ai gatti neri. Il 21 novembre, nel gattile comunale di Milano, si terrà un evento con tanto di convegno sui gatti neri. E a Roma i volontari di Azalea si vedranno nel gattile dei giardini dell’Ospedale Forlanini.

Redazione online Corriere.it

giovedì 21 gennaio 2010

Mondo gatto! (addio Casper)



Dove è scomparso il gatto Casper?

Succedeva a Plymouth. Da quattro anni prendeva l’autobus n.3 delle 10.55 alla fermata davanti a casa sua, a Plymouth nella contea di Devon (GB). Restava a bordo per tutto il percorso di circa 18 chilometri - il porto e la base navale, il centro cittadino, i sobborghi di periferia e il quartiere a luci rosse - prima di rientrare, un’oretta più tardi. Era la strana abitudine del gatto Casper, un siberiano bianco e nero di 12 anni.

Casper viaggiava sul 3 da così tanto tempo che tutti gli autisti della ‘First Bus’, la compagnia di trasporti locale, avevano ricevuto l’ordine di tenerlo d’occhio per accertarsi che scendesse alla fermata giusta. La proprietaria del micio vagabondo, Susan Finden (65 anni), racconta: “Casper spariva per qualche ora, a un certo punto, ma non ho mai capito dove andasse. L’ho chiamato Casper (come il fortunato fantasmino dei cartoni animati, ndr) proprio perché aveva l’abitudine di sparire come un fantasma. Ma poi qualche autista mi ha raccontato che prendeva l’autobus”.

“All’inizio non volevo crederci - prosegue Susan, che di mestiere fa la badante - ma questo spiega tante cose. Lui amava la gente e abbiamo una fermata dell’autobus proprio fuori casa, quindi dev’essere iniziata così, solo per seguire le persone. Anch’io prendevo l’autobus un tempo, così probabilmente mi ha visto che lo facevo e ha voluto imitarmi. Casper era abbastanza veloce per la sua età, quindi saltava semplicemente a bordo prima che chiudessero le porte. Prendeva l’autobus delle 10.55 e gli piaceva sedersi in fondo”.

Uno degli autisti, citato nel sito del Daily Telegraph, aggiunge: “Di solito si accomodava in fondo al pullman. Qualche volta si strusciava fra le gambe dei passeggeri, ma non ha mai causato problemi”. Però Casper stava diventando vecchio, e gli autisti erano costretti sempre più spesso a redarguirlo, quando è arrivato il momento di scendere alla sua fermata. Una portavoce della First ha confermato che l’azienda ha affisso un avviso che chiede ai dipendenti di prendersi cura dei “passeggeri non paganti”.

E' morto investito da una macchina. Il suo decesso ha profondamente addolorato gli abitanti della zona, che hanno appeso un cartellino commemorativo nel luogo in cui il micio si presentava puntualmente ogni mattina per prendere il bus. La vicenda del mitico gatto vagabondo è stata riferita dal Guardian, che ha raccontato come la bizzarra vita di Casper «aveva attratto l'attenzione della stampa internazionale e regalava sorrisi in tutto il mondo». Ma è stata proprio la strada che Casper tanto amava a portarlo alla morte. Il gatto, noto anche in Italia fra l'altro grazie al servizio di un tg nazionale, è stato infatti investito da un'automobile mentre stava attraversando la strada per raggiungere la sua solita fermata. In un cartello commemorativo gli abitanti di Plymouth hanno scritto: «Casper ci mancherai. Eri amato da tutti, e rendevi più piacevole il tempo trascorso in autobus. Purtroppo sei stato investito, e l'autista non ha avuto neanche il buon gusto di fermarsi». Il gatto era diventato la mascotte degli autisti, che si preoccupavano che stesse bene e che scendesse alla fermata giusta, anche se in tanti anni il micio non aveva mai sbagliato fermata. La stessa azienda di trasporti «First» aveva chiesto ai suoi dipendenti di prendersi cura del «passeggero non pagante». Era un gatto magnifico ed affettuosissimo. Saranno in tanti a sentire la sua mancanza.



Addio Casper.

mercoledì 18 novembre 2009

La giornata del gatto nero / Black cat day



La giornata del gatto nero.

Il gatto nero si prende la sua rivincita. Dopo secoli di persecuzioni e di stupide superstizioni, al gatto nero viene dedicata una giornata tutta per lui, il 17 novembre di ogni anno, data separata dal 17 febbraio che è la giornata mondiale di tutti i gatti.
Nell'antico Egitto il gatto era un animale sacro e venerato, ma nel medioevo i gatti vennero associati al demonio e su ordine della Chiesa venivano uccisi. I gatti neri, in particolare, erano temuti perchè ritenuti i compagni delle streghe e per questo venivano arsi vivi nei roghi.
Questa stupida superstizione giunse fino ai nostri giorni e non è stata mai del tutto debellata, specie in Italia e in Spagna, dove ancora oggi il gatto nero viene identificato come portatore di iella e cattiva fortuna.
In difesa di questi animali, che nulla hanno di differente rispetto ai loro simili dal pelo bianco, è stata istituita la Giornata del Gatto Nero con l'intento di sensibilizzare la gente a sfatare questa diceria che ogni anno porta alla morte di migliaia di gatti neri in Italia, vittime dell'ignoranza e della paura di persone che non sono ancora uscite dal medioevo.



The black cats take their revenge. After centuries of persecutions and stupid superstitions, the black cats have been honoured of a day completely dedicated to them, November 17th of every year, a date completely different from February 17th, the World Day for all cats.
In the ancient Egypt, cat was a sacred and worshipped animal, but in the Middle Age cats were associated with the devil and by order of the Church they were killed. Black cats, in particular, were feared because considered fellows with witches and because of this they were put alive on the stakes.
This stupid superstition came till to our days and has never been eradicated, especially in Italy and Spain, where the black cat is still identified as being a jinx.
To the defense of these animals, that have nothing different than their white fur fellows, the Black Cat Day has been brought in with the aim to help people explode this myth that every year brings to the death of thousands of black cats in Italy, victims of the ignorance and the fear of people that never came out of their Middle Age.

lunedì 2 novembre 2009

Halloween e il gatto nero

Ancora sui gatti neri:



(foto di cobalt123).

Halloween: salvati 71 gatti neri dai riti della Notte streghe

Roma, 1 novembre - Notte di Halloween di lavoro per i volontari delle "ronde del gatto nero". Sono stati 71 gli interventi effettuati nella scorsa notte dagli oltre 400 volontari Aidaa, divisi in 137 gruppi operativi che hanno controllato oltre 700 obiettivi sensibili su tutto il territorio nazionale. Gli interventi si sono prevalentemente concentrati in Lombardia, Piemonte, Toscana, Umbria, Emilia, Veneto e Lazio. Nella maggior parte dei casi (58) si è trattato di falsi allarmi o di semplice violazione dei cimiteri da parte di persone o piccoli gruppi che sono entrati nottetempo nei cimiteri controllati dai volontari di Aidaa senza comunque compiere atti vandalici o sacrifici: in questi casi sono state rilevate le targhe delle auto che saranno fornite alle autorità locali. Sono 13 invece i casi dove sono stati individuati e messi in fuga gruppuscoli di persone che presumibilmente si apprestavano a compiere sacrifici o riti esoterico-satanici. I luoghi in cui si stavano celebrando questi lugubri riti erano sia cimiteri che zone boschive. Quattro riti sono stati scoperti ed interrotti nella zona del basso varesotto, 1 nei boschi di Castello dell'Acqua in provincia di Sondrio in Lombardia. 3 presunti riti sono invece stati scoperti in Piemonte, 2 nella zona di Acqui e 1 in Val Pellice. Due riti individuati nella zona di Ciampino e lago di Bolsena, nel Lazio. Altri 2 casi si sono verificati nella zona di Narni, in Umbria. Un rito satanico è stato scoperto e interrotto nella zona di Lazzise in provincia di Verona, e un altro nella zona di Carpi in Emilia. Nel corso delle operazioni sono stati anche ritrovati e salvati 71 gatti neri avvenuto in 3 diversi depositi situati rispettivamente il Lombardia, Toscana e Umbria; il motivo della loro detenzione non è però stato ancora accertato. Ora gli animali sono stati presi in cura dai volontari Aidaa e dopo le eventuali verifiche di proprietà saranno dati in adozione.
(APcom)

Su streghe e gatti neri

Da Imagoromae
Leggo che a Milano L'Associazione italiana Difesa Ambiente e Animali ha organizzato ronde in Lombardia per salvare i gatti neri dai satanisti che vorrebbero sacrificare gatti neri, insieme a cani e caproni del colore della notte.
L'associazione baserebbe questa sua iniziativa anche sulle "rivelazioni" di una bestia di Satana che, dal carcere, avrebbe indicato addirittura tempi e modalità dei "sacrifici".
Ora, chiunque abbia una seppur minima conoscenza della tradizione magica e di stregoneria, sia a livello pratico che antropologico, sa benissimo che le streghe sono semmai alleate dei gatti neri, che sono generalmente utili e indipendenti familiari delle streghe.
È vero purtroppo che in giro c'è tantissima gente fuori di testa che, mischiando rituali voodoo visti al cinema o in tv con stregoneria da fumetti e satanismo da allucinogeni, magari potrebbe tentare sacrifici di animali nella notte di Halloween.
A parte il fatto che nell'antica tradizione celtica di Halloween erano semmai previsti sacrifici umani, e i tradizionali tagli di teste di prigionieri di guerra che adornavano i villaggi gaelici di cui ci parla la tradizione romana, tale usanza si spense con la romanizzazione della (Gran) Bretagna e l'assimilazione della festa di Samhain (fine estate) con quella romana di Pomona, dea dell'abbondanza il cui simbolo era la mela, e tutti i frutti tondi, il melograno e per estensione la zucca.
Sacrifici animali (di animali commestibili, non di gatti!) sostituirono quelli umani, e furono rigidamente regolamentati in rituali religiosi ben definiti.
Le streghe non hanno mai usato fare sacrifici animali, semmai le streghe si trasformano in animali.
Come scrive Voltaire nel Dizionario filosofico parlando dei nomi delle costellazioni: "Notiamo che non ci sono gatti nei cieli, come ci sono capre, gamberi, tori, arieti, aquile, leoni, pesci, cani".
Nell'alto Medioevo, secondo la chiesa cattolica, le due dee nordiche Freia e Holda apparivano tute le notti, una su una carrozza tirata da venti gatti, l'altra seguita da un corteo di vergini a cavalcioni su gatti maschi o travestite con le loro spoglie.

Il gatto partecipa al Sabbah: il primo pare si sia tenuto nel 1090 e la strega celebra il sabba mascherata da gatto nero e le donne ballano attorno a satana con gatti appesi alle camicie.
E così, nel 1180 Walter Map, nel De nugis curialium, scrive che gli eretici aspettano, raccolti in silenzio, l'improvvisa discesa di un gatto nero mostruoso cui nelle tenebre baciano i piedi, gli organi genitali e il disotto della coda.

Tra il 1179 e il 1202 Alain de Lille nei Contra hereticos propone una curiosa etimologia per il nome "catari" della setta eretica: proviene da catus, gatto in latino, perché come gatto, Lucifero riceve i loro omaggi.

D'altronde, secondo il vangelo del diavolo, "solo gli imbecilli ignorano che tutti i gatti hanno un contratto col diavolo; nessuno può dire cosa ci guadagnino, ma è certo che il diavolo li invita a far bisboccia con lui il martedì grasso: per questo in tale giorno è così raro incontrare un solo gatto".
Voi capite perché durante tutto il giorno i gatti dormono o fingono di dormire, l'inverno presso il fuoco, l'estate al sole. È perché la notte devono vigilare in permanenza.

Non basta: tra il 1231 e il 1236, il vescovo di Parigi, Guillaume d'Auvergne, afferma che Satana, con il permesso di Dio, si mostra ai suoi fedeli sotto forma di gatto, da baciare sotto la coda, o di rospo, da baciare sulla bocca.

Il 13 giugno 1233 il papa Gregorio IX, nella bolla Vox in Roma, parla del "Gatto nero che cadde dal cielo": tutti sanno infatti che il giorno del giudizio si vedranno tutti i gatti intenti ad arrampicarsi sui muri dell'inferno (fonte).
A Navelli, paese in provincia dell'Aquila , famoso perché vi si produce lo zafferano, si narra la leggenda della donna gatto. Essa è la regina delle streghe ed è soprannominata Chicchera, cioè cresta di gallo. La donna gatto si reca al convegno di Benevento recitando la formula "Con un'ora vado e vengo alla noce di Benevento". Ferita ad una zampa con un coltello, mentre sotto forma di gatto cerca di fare malefici, è riconosciuta dalla gente del paese, perché quando riprende la forma umana ha ancora il coltello nella coscia (fonte).

Insomma se ammazzate un gatto nero, oltre che un nobile e utilissimo animale (che elimina topi e altri parassiti sgradevoli) potreste ammazzare una strega.
Altro che Satanismo. Se dei Satanisti si mettessero ad ammazzare gatti sarebbero solo degli imbecilli ignoranti.
L'Associazione comunque fornisce un numero di telefono cui rivolgersi che volentieri riporto nel caso voleste segnalare abusi su animali: 3487611439.



venerdì 3 luglio 2009

Gatto spavaldo



Giugno 2006: Jack, un gatto di sette chili, difende il proprio territorio a West Milford, nel New Jersey, da un orso di passaggio.
Secondo la notizia, Jack ha dapprima inseguito l'orso, che si è spaventato e s'è arrampicato su un albero. Gli ci sono voluti quindici minuti per trovare il coraggio di scendere, e quando l'ha fatto, Jack l'ha ricacciato su un altro albero. Alla fine i proprietari di Jack, preoccupati per l'incolumità del gatto, lo hanno richiamato in casa. Attenti al gatto!

martedì 13 maggio 2008

Ancora sul gatto nero



Quando il micio è nero: da Micimiao.it.

Due studenti in auto si dirigono all’università per sostenere un esame. Ad un semaforo passa loro davanti un gatto nero. Ed è subito panico! E’ il nuovo spot pubblicitario di una nota azienda che aiuta gli studenti a superare gli esami. Un siparietto divertente ma che lancia un messaggio sbagliato e cioè che il gatto nero porti sfortuna. “Non è un messaggio educativo” ha dichiarato l’ENPA, l’Ente Nazionale Protezione Animali che ha anche chiesto di ritirare lo spot dalle programmazioni televisive. “Si rischia di rafforzare nei giovani la convinzione che i gatti neri siano davvero portatori di jella”. Quella dell’ENPA è una presa di posizione che a mio avviso è legittima.
Troppo spesso infatti si scherza su questioni che invece sono drammaticamente serie. Nel nostro Paese sono ancora moltissime le persone convinte che i gatti neri portino con loro la malasorte e si tratta di credenze talmente radicate che è quasi del tutto inutile cercare di usare la logica.
Quando si dice che la questione è drammatica, non si esagera. I volontari delle varie associazioni animaliste confermano l’alto numero di gatti neri abbandonati proprio perché creduti “sfortunati”. Non solo ma è anche tragicamente reale l’abitudine di certi automobilisti di investire gatti neri, convinti che in questo modo si allontani da loro la jella. Gli amanti dei gatti – ma anche le persone dotate di buon senso – non possono che inorridire al sentire simili notizie.
Che fare, se la mentalità generale non ce la fa ad evolversi? Come agire, se nel 2005 sopravvivono ancora le credenze del Medioevo? Che il considerare un gatto nero “jettatore” sia una stupidità, lo dimostra il fatto che nei Paesi anglosassoni è vero il contrario. In Inghilterra, ad esempio, il gatto nero porta bene. In un suo libro, lo zoologo Desmond Morris, un’autorità mondiale in fatto di gatti, spiega da cosa nasce l’abitudine di ritenersi fortunati se un micio nero entra in casa. Morris racconta che nell’antico Egitto la visita di un gatto nelle abitazioni era sempre festeggiata perché significava avere lontani i topi. Col tempo questa credenza, esportata in Europa, venne applicata ai soli gatti neri e rimase valida anche in epoca Medioevale, quando la Chiesa dichiarò guerra a tutti i piccoli felini perché amici del diavolo. E’ bene ricordare che tra il 1000 e il 1700 vennero uccisi milioni e milioni di gatti in nome della fede e c’è chi sostiene che fu anche per questo irresponsabile massacro che dilagarono le epidemie di peste: se ci fossero stati i gatti a cacciare i ratti, portatori della malattia, la peste avrebbe fatto meno vittime. Desmond Morris continua spiegando che in quel periodo anche in Gran Bretagna si consideravano i gatti neri creature demoniache ma c’era la convinzione che restare illesi dopo averne incontrato uno significava avere una grandissima fortuna. Da ciò, i gatti col pelo scuro diventarono degli amuleti. Ancora oggi nella contea dello Yorkshire la gente è convinta che se un gatto nero entra di buon mattino in camera da letto, la giornata sarà splendida e fortunata. E se a vedere il gatto è una ragazza giovane, significa che presto si sposerà. Esiste infatti il detto “Quando il gatto di casa è nero, alle ragazze non mancheranno gli spasimanti.”
Secoli e secoli di superstizione hanno però reso i mici neri scaltri e guardinghi. Tra i gatti europei, razza che può presentare una moltitudine di colorazioni del mantello, i neri sono quelli più decisi e quelli che sanno meglio di tutti adattarsi alle difficoltà. E’ stato rilevato che più della metà dei gatti randagi presenti nelle città, dove la vita è difficile, è proprio di colore nero.

Roberto Allegri

mercoledì 23 aprile 2008

Piccolo imperatore



Gli animali furono imperfetti
lunghi di coda
plumbei di testa
piano piano si misero in ordine
divennero paesaggio
acquistarono nèi grazia volo
il gatto
soltanto il gatto
apparve completo
e orgoglioso
nacque completamente rifinito
cammina solo
e sa quello che vuole

l’uomo
vuole essere pesce e uccello
il serpente vorrebbe avere ali
il cane è un leone spaesato
l’ingegnere vuol essere poeta
la mosca studia per rondine
il poeta cerca di imitare la mosca
ma il gatto
vuol solo essere gatto
ed ogni gatto è gatto
dai baffi alla coda
dal fiuto al topo vivo
dalla notte fino ai suoi occhi d’oro

non c’è unità come la sua
non hanno
la luna o il fiore
una tale coesione
è una sola cosa
come il sole o il topazio
e l’elastica linea del suo corpo
salda e sottile
è come la linea della prua
di una nave
i suoi occhi gialli
hanno lasciato una sola fessura
per gettarvi le monete della notte

oh piccolo
imperatore senz’orbe
conquistatore senza patria
minima tigre da salotto
nuziale sultano del cielo
dalle tegole erotiche
il vento dell’amore
all’aria aperta
reclami
quando passi e posi
quattro piedi delicati
sul suolo
fiutando
diffidando
di ogni cosa terrestre
perchè tutto
è immondo
per l ‘immacolato piede del gatto

oh fiera indipendente della casa
arrogante vestigio della notte
neghittoso ginnastico
ed estraneo
profondissimo gatto
poliziotto segreto delle stanze
insegna di un irreperibile velluto
probabilmente non c’è enigma
nel tuo contegno
forse non sei mistero
tutti sanno di te ed appartieni
all’abitante meno misterioso
forse tutti si credono padroni
proprietari parenti di gatti
compagni colleghi
discepoli o amici
del proprio gatto

io no
io non sono d’accordo
io non conosco il gatto
so tutto
la vita e il suo arcipelago
il mare e la città incalcolabile
la botanica
il gineceo coi suoi peccati
il per e il meno della matematica
gli imbuti vulcanici del mondo
il guscio irreale del coccodrillo
la bontà ignorata del pompiere
l’atavismo azzurro del sacerdote
ma non riesco a decifrare un gatto
sul suo distacco la ragione slitta
numeri d’oro
stanno nei suoi occhi

Pablo Neruda

lunedì 21 gennaio 2008

In difesa del gatto nero



Ogni anno sarebbero 30′000 i gatti neri sacrificati durante riti satanici o uccisi per evitare che portino sfortuna. A dare queste cifre e’ l’AID&A (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) che oltre a fare opera di divulgazione cerca anche di far adottare i gatti neri che altrimenti resterebbero nei gattili.

Per cercare di minimizzare l’impatto sulle innocenti bestiole di secoli di superstizione, il 17 novembre scorso e’ stato dichiarato “Gatto Nero Day” e in tutta Italia ci sono state azioni di sensibilizzazione. Il presidente dell’associazione, Lorenzo Croce, ha spiegato che “Abbiamo deciso di manifestare in tutta Italia contro questa situazione e, concretamente, trovare padroni a 5mila esemplari.”
da Ecoblog



Superstizioni e religioni... bah!

lunedì 26 novembre 2007

I gatti




Le macchine
le macchine
sono troppo veloci
per i gatti
i gatti
che vogliono attraversar
per cercare
un amore
un amore
che dall’altra parte della strada sta
(si sa, bisogna rischiar)

E i gatti
i gatti
sono troppo indipendenti
per le donne
le donne
che li voglion carezzar
per mimare
un amore
un amore
quando proprio in giro non ce n’è
(neanche a pagar)

E se di notte mi vien voglia ti telefono
dalle cabine in autostrada da qualche squallido bar
sento i gettoni che cadono come battiti
del mio cuore ingenuo a metà
e tu rispondi annoiata
scocciata
addormentata
alle tre di notte cos’altro potresti far
e io ti chiedo sei sola e tu naturalmente ti incazzi
vorresti dormire vorresti riattaccar
e non capisci che...

I telefoni
i telefoni
sono troppo scomodi
per le zampe dei gatti
dei gatti
che voglion telefonar
per chiamare
un amore
un amore
che abita in un’altra città
(chissà se un giorno tornerà)

E la notte
la notte
ci sono troppe stelle
troppe macchine
e ai gatti
viene voglia di sdraiarsi
proprio in mezzo
alla strada
e guardare
e aspettar
che qualcuno gentile ti tocchi la spalla e dica
il mondo è finito, signore
se ne può andar

E se di notte ti vien voglia mi telefoni
dalla tua casa tranquilla o da un albergo sul mar
sento gli squilli che mi svegliano come battiti
del tuo cuore ingenuo a metà
e ti rispondo scocciato annoiato addormentato
alle tre di notte cos’altro potrei far
e se mi chiedi se sono solo dico son solo
sono solo solo solo come posso spiegar
i gettoni son finiti signore
è ora di andar
ma perché non capite che...

Le macchine
le macchine
sono troppo veloci
per i gatti...


Stefano Benni