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venerdì 11 febbraio 2011

Ateo, no grazie - 11



Atto unico
sipario

scena: il cortile di un oratorio, un campetto da calcio in terra con le due porte sfondate e una panchina sbilenca; sullo sfondo la sagoma di una chiesa col campanile

al centro del palco un gruppo di una decina di uomini, età assortite, mediamente tra i cinquanta e i settanta, pance andanti, capelli bianchi, sono vestiti come scolaretti -calzoncini corti da cui spuntano gambe sbilenche, grembiulino e fiocco- e stanno in posa come per la foto della squadra di calcio della classe: i più alti dietro e i più bassi davanti; prende la parola il più grasso, è veramente grasso e parla a nome di tutti, gli altri stanno zitti con lo sguardo nel vuoto

Salve. Siamo gli atei devoti, e stiamo andando a giocare nel Cortile dei Gentili. Ce lo meritiamo, perché abbiamo fatto per bene il nostro compitino e adesso ci fanno divertire un po’. Che bello, che bello! (batte le mani)

(parla come se stesse ripetendo la lezione studiata a casa)
Dunque, noi siamo atei ma pur non credendo noi crediamo perché è credendo che si crede di non credere, e non essendo credenti crediamo che credere sia importante anche se non si crede, e se si crede di non credere è come non credere di credere, e credere è sempre importante perché bisogna credere anche se non si crede e non è credendo di non credere che si crede veramente, ma chi crede di non credere non crede di credere ma crede veramente pur non credendo. Bisogna sempre credere anche se non si crede, perché credendo a ciò in cui non si crede si crede a ciò in cui non si crede non credendoci di credere che è come credere anche non credendoci, questo noi crediamo.
Eppoi anche chi non crede sa che la Chiesa è importante e la Chiesa è buona e giusta e la Chiesa sa cosa è giusto per noi che non crediamo credendo di non credere pur credendo, e la Chiesa non si può fare senza perché è l’unica che può garantire la vera libertà che è quella di credere di non credere credendo di credere che non si crede in ciò in cui si crede credendoci.

Orsù, andiamo tutti nel Cortile dei Gentili, dove ci divertiremo e ci butteranno le noccioline e saremo tutti felici e credenti!

(faccia perplessa) Spero solo che il pallone ce l’abbiano loro, perché a noi hanno detto di non portarlo...
fine
sipario

giovedì 13 gennaio 2011

Ateo, no grazie - 10



Terra, anno 4,415,201,500 dalla nascita del pianeta.

Un ominide molto stimato presso la sua comunità di cavernicoli, stregone e guida spirituale dei dodici ominidi in tutto (più qualche capra preistorica e un dinosauro in agguato permanente che cerca sempre di mangiarseli ma non ci riesce mai; lo chiamano 'tiranno silvestro') che compongono la sua tribù, sta seduto davanti al fuoco. Fuma un'erba allucinogena ed è incazzato perché la sua cavernicola non gliela ha data: «ho il mal di testa», gli ha detto. In più, deve dire sempre qualcosa a quegli idioti che pendono dalle sue labbra, e non ne ha voglia. Vorrebbe che imparassero a cavarsela da soli, una buona volta: e poi perché proprio a lui è toccato il ruolo del santone? Solo perché ha i piedi più lunghi e piscia più lontano?

E' la notte del plenilunio, la festa del sosltizio d'estate, il culmine di un periodo dedicato al culto delle anime sacre vaganti sulla terra, che guidano la comunità verso il radioso avvenire e verso i consueti bagordi. La comunità pende dalle labbra dell'ominide stregone, è ansiosa di conoscere la verità rivelata. Tutti fumano l'erba, nella grotta aleggia una sottile nebbia sugli sguardi inebetiti della piccola comunità.
L'ominide stregone fa per parlare, si alza, ma subito inciampa, barcollando, su un sasso e pianta una lunga serie di bestemmie irripetibili sia nella preistoria che in tutte le ere successive. Il piede destro gli fa male e quindi lo tiene alzato. Sta dietro il fuoco, sul'entrata della caverna, e la sua figura, illuminata dal basso, è resa tremolante dal fumo dell'allucinogeno. Indica la sua cavernicola, e finalmente proferisce parola:

«Che tu sia maledetta perché non me l'hai data, a me che ho voglia! E guai a tutti voi se vi mettete a ridere, pensate piuttosto ai cazzi vostri!»
E così dicendo si mette il dito indice nel naso cacciandone fuori una breccola di discrete proporzioni che, nei fumi della droga, si mette in bocca e deglutisce. Poi si volta su se stesso mentre conclude:

«E mettete in ordine qua dentro, se volete dormire su un pavimento pulito, questa è la prima regola, zozzoni! Adesso me ne vado, ma quando torno voglio vedere se mi aveve dato retta!»
Si incammina nella notte verso la collina antistante la grotta, con una scorta di erba, per stare un pò da solo. Non tornerà mai più: il dinosauro se lo mangerà, finalmente.

___________________________________________________________

Terra, anno 4,415,221,500 dalla nascita del pianeta (ventimila anni dopo).

L'erede del grande stregone si affaccia al balcone davanti al tempio, di fronte a ottomila fedeli in piazza e otto miliardi collegati in mondo visione via cavo, via web e digitale terrestre (per questi ultimi il segnale è alquanto disturbato). Egli domina il mondo e lo guida con la sua antica saggezza.
Parla al popolo dei fedeli, che sta in attesa della predica settimanale. Appeso al balcone lo stendardo raffigurante un cane con un triangolo dietro la testa e il pene scintillante in evidenza, e in erezione. Ai due fianchi dell'anziano padre spirituale, due donne in tunica bianca spolverano incessantemente il parapetto e lavano le finestre; sulla tunica hanno disegnata una freccia dorata che punta in direzione della vagina.

«Che il Santo Canide vi benedica», esordisce il patriarca alzando la gamba destra nel gesto sacro
«A te la diamo» rispondono le donne in coro alzando la gamba destra, mentre gli uomini rispondono enfaticamente: «Sono sempre cazzi miei», alzando anche loro la gamba destra.
E mentre assistono, passano una scopa rituale per terra, raccogliendo la polvere con una paletta benedetta.

«Fratelli, il nostro Santo Canide oggi ci ricorda che per realizzare noi stessi dobbiamo tenere le nostre case pulite e ordinate, in spirito di servizio e per servire la verità, come il Primo Profeta fece all'inizio dei tempi obbedendo al Santo Canide. Nell'attesa che egli torni dalla Sacra Collina, quando egli dovrà trovare il mondo pulito e ordinato, e noi Zozzoni dovremo dimostrare di saper dormire sul pavimento lindo della nostra casa e della nostra coscienza».

«Siano fatti i cazzi nostri»,
risponde in coro il popolo, mentre lucida chi una maniglia di ottone, chi una posata d'argento, chi lava a secco una tendina e chi dà la cera a un paio di scarpe di pelle, tutta roba portata da casa e benedetta dai sacerdoti prima della funzione solenne.

«Le donne» prosegue il vecchio capo spirituale puntando il dito verso la platea dei fedeli «ricordino di darla sempre al loro uomo, per compiere la volontà del Santo Canide e redimere se stesse e il mondo degli Zozzoni dal peccato originale, dall'antica maledizione del Primo Profeta».

«A te la daremo sempre»
 rispondono in coro le donne, sempre reggendosi sulla sola gamba sinistra

«Gli uomini siano solerti e perseveranti nello spazzare il pavimento, e si guardino bene dal ridere, come ci ammonisce il nostro Santo Canide mediante il Profeta dalla notte dei tempi».

«Siano fatti i cazzi nostri»,
risponde in coro il popolo maschile, sempre con la gamba destra alzata.

«Nel mondo di oggi, noi figli della Creazione dobbiamo arginare l'avanzata del relativismo etico che impone costumi lascivi e immondi, di chi crede di poter ridere liberamente e che la risata renda l'uomo libero e affrancato dalla verità. Noi sappiamo che egli ci ammonì dal ridere, perché nella seriosità sta l'essenza della fede, e in questo modo avremo la salvezza e potremo accogliere in pulizia e ordine il ritorno del Primo Profeta. Questo è il messaggio che dobbiamo diffondere nel mondo, se vogliamo redimerlo», conclude il vecchio patriarca immobile sulla gamba sinistra.

«Dunque, che ciascuno di noi tenga sempre accesa l'aspirapolvere, pronta la varechina e ben lucidi gli ottoni, se ci faremo trovare con la scopa in mano a tirare su l'ultimo granello di polvere nell'ultimo dei giorni che il Sacro Canide ci darà, allora avremo sconfitto la morte e saremo liberi, nella comunione degli spazzini e delle lavandaie, insieme al nostro Creatore. Sia fatta la sua volontà».

«A te la daremo», «Siano fatti i cazzi nostri».
Poi, il patriarca con gesto enfatico e nel silenzio composto della piazza, si infila il dito indice nel naso, ne tira fuori una piccola caccola, la alza al cielo, bisbiglia una formula rituale e se la mette in bocca.

Segue benedizione urbi et orbi.

martedì 23 febbraio 2010

Ateo? No, grazie - 9



atto unico

sipario
scena:


Un cortile, un chiostro con porticato; spazioso, luminoso.
Ad un estremo un pesante portone in legno a due battenti; all'estremo opposto: un podio composto da un trono e due sedili a fianco, uno a destra e uno a sinistra, antichi, in legno istoriato e lamina d'oro. Sul trono siede un cardinale in tenuta da cerimonia solenne, due vescovi siedono al suo fianco, bardati allo stesso modo.
Al centro del cortile un lungo tavolo, disposto longitudinalmente, imbandito con ogni ben di dio: carne, frutta, dolci...
Ai lati del tavolo, da una parte e dall'altra, alcuni altri cardinali e vescovi e una fila di una decina di preti e seminaristi molto giovani, tutti in abito talare e cappello 'saturno'. A guardia del portone, dal lato interno, due guardie svizzere impettite, con l'alabarda.

Il portone si apre cigolando, spinto da altre due guardie svizzere che stanno all'esterno: in mezzo a loro un uomo in piedi esita, sbirciando dentro. E' vestito con scarpe sportive, jeans e una t-shirt bianca. Giovane, sulla trentina, porta un orecchino. Le guardie gli fanno cenno di entrare indicando con la testa il centro del chiostro.
L'uomo, vistosamente frastornato e intimorito, si incammina esitando. Le due guardie che stavano all'esterno restano al loro posto a guardia del portone, quelle che stavano all'interno seguono l'uomo passo passo, fino al tavolo imbandito, dove si fermano.
Davanti all'uomo, i tre sul podio lo guardano e tacciono, col volto senza espressione. Quando l'uomo si ferma davanti al tavolo, con espressione interrogativa, tutti e tre -all'unisono- sorridono, con un sorriso ampio ed esagerato.
Il cardinale lo benedice col consueto gesto della croce con le tre dita unite, dopodiché parla all'uomo.

"Benvenuto figliolo, benvenuto nel Cortile dei Gentili"

"ehm, grazie. io..."

"la ringraziamo" fa il primo vescovo "per aver accettato il nostro invito..."

"veramente mi hanno portato qui di peso quei due..." (indica dietro di sè le guardie)

"... a dialogare con noi" fa il secondo vescovo

Cardinale: "Santa Madre Chiesa vuole che anche i gentili odano la parola di Dio"

primo vescovo: "poiché anche dentro di voi esistono le domande fondamentali..."
secondo vescovo: "... e un sano atteggiamento di ricerca che deve essere assecondato..."

C: "...affinché, pur senza conoscerlo e prima che abbiate trovato l' accesso al suo mistero, Dio possa..."

pv: "... manifestarsi anche a voi... "

(l'uomo segue con lo sguardo i tre, spostando la testa dal primo al secondo e al terzo e poi di nuovo al primo e così via, mantenendo un sguardo tra il perplesso e l'ebete)

sv: "... come il Puro e il Grande, anche se rimane a voi ignoto..."

C: "... in questa società secolarizzata, dove sono ahimé smarriti i valori fondanti..."

pv: "... dell'umanità, anche voi..."

sv: "... non chiudete la porta e non restate nel vostro..."
C: "... timore di essere oggetto di evangelizzazione. Ha capito?"

uomo: "beh, io..."

pv: "lei è ateo, vero?" con sguardo interrogativo e ansioso, improvvisamente severo; i tre si sollevano dalle loro sedute sporgendosi in avanti; tutti nel cortile restano in sospeso in attesa della risposta dell'uomo, che alla fine, dopo essersi guardato intorno, risponde:
"Beh, in un certo senso..."

tutti emettono un sospiro di sollievo, i tre si risiedono.

uomo: "senta santità..." (un seminarista attira la sua attenzione con un colpetto di tosse, e gli fa cenno di no col ditino)

"ehm... eminenza, insomma, io stavo lavorando al cantiere tranquillo e sereno, all'improvviso arrivano questi due vestiti come a carnevale, mi prendono senza darmi una spiegazione e..."

viene interrotto con un gesto della mano dal cardinale.

C: "figliolo, noi vogliamo aiutarla; sappiamo che lei, in quanto ateo, ha un profondo bisogno di conoscenza della Verità..."
pv: "... perché la sua vita senza dio è incompleta..."

sv: "... e la stessa Chiesa Madre ha bisogno di condurre ogni anima al Signore..."

C: "... ecco perché lei è qui. Lei ha bisogno di noi!"
u: "io ho solo bisogno di portare a casa la pagnotta, se non torno subito in cantiere mi licenziano, quindi con permesso, è stato un piacere... " e fa per voltarsi, quando sente un oggetto appuntito infilarsi tra i suoi glutei: una guardia svizzera gli ha puntato l'alabarda sotto la schiena

C: "con calma figliolo"

(la guardia ritrae l'arma)

pv: "il dialogo è importante"

sv: "voi atei state sempre a dire che noi siamo intransigenti e assolutisti..."

C: "... per questo noi vogliamo che sia avviato un sano dialogo..."

pv: "... per il bene di tutti"

u: "ma... ma... io..."

l'uomo sente una mano sulle sue natiche, si volta e vede un seminarista, che ritrae la mano di scatto

seminarista:
"scusi, sa, volevo solo vedere se l'alabarda ha prodotto uno strappo nei suoi pantaloni"
sv: "ciascuno di noi ha in sé un non credente e un credente... "

C: "... che si parlano dentro, che si interrogano a vicenda, che rimandano..."

pv: "... continuamente domande pungenti l'uno all' altro"

sv: "lei sente dentro di sè una domanda pungente?"
u: "più che altro, un attimo fa sentivo qualcosa di pungente dietro di me"

C: "suvvia, non faccia battute infantili. lei avrà senz'altro dentro di sè una domanda..."
pv: "... urgente di spiritualità, avrà una..."

sv: "... legge morale che fa parte della natura umana..."
C: "... e l'impronta del Creatore. Lei ha tutte queste cose proprio dentro di sè"
"mettiamogli dentro anche una carota" fa un seminarista, subito zittito da un confratello con una gomitata nel fianco

u: "sentite, non fraintendetemi, ma io ho altre priorità che cercare un dialogo con voi, con tutto il rispetto, io..."

l'uomo sente una mano sulla coscia, si volta e vede un altro seminarista che gliela tasta

u: "ma insomma" scacciando il seminarista, che ritorna al suo posto camminando carponi e guaendo come un cane "che volete da me?"
pv: "si faccia evangelizzare"
sv: "ci permetta di portarle la buona novella"
u: "quale novella?"

"prego, favorisca", fa un terzo seminarista indicando il tavolo "si serva pure" e si sfrega le mani contento come una pasqua
visto che i tre sul podio stanno confabulando tra di loro, l'uomo sospira, si avvicina al tavolo e allunga la mano

"ma che fa?" gli urla di scatto il cardinale, indignato

"metta subito giù quella tartina!", gli fa eco il primo vescovo, perentorio

"quella è roba nostra!", ribadisce il secondo vescovo, con la faccia feroce
l'uomo rimane con la mano a mezz'aria, stupito, e rimette giù la tartina che aveva afferrato. poi dice:

"sentite, davvero, io non so cosa volete, ma avete trovato sicuramente la persona sbagliata, per cui io andrei..."

"figliolo", fa il Cardinale tornato mansueto, "lei è felice? riesce a dare alla sua vita" (si alza e avanza verso l'uomo) "un significato?"
"Conosce" fa il primo vescovo, alzandosi pure lui "il significato della parola speranza?"

"ritiene di avere un progetto ben definito di vita?" e il secondo vescovo si alza a sua volta

L'uomo riflette, mentre tutti lentamente si avvicinano a lui, poi deve ammettere:

"beh, non so esattamente, ma mia moglie è un po' di giorni che non me la dà, forse ce l'ha con me.."
i tre si fermano un attimo, nascondono a stento un moto di stizza, poi proseguono verso di lui girando intorno al tavolo
C: "lei è un uomo fortunato, figliolo"

pv: "la riapertura del Cortile dei Gentili voluto dal nostro beneamatosantopadre..."

sv: "... è un'occasione davvero speciale, qualcosa che..."
C: "... è accaduto raramente nella storia..."
pv: "... di Santa Madre Chiesa"

l'uomo volta contiuamente la testa per seguire con lo sguardo i tre che parlano, oramai vicini a lui, e si guarda intorno e alle spalle, vedendo che anche tutti gli altri si sono avvicinati. Non si sente affatto sicuro, e questo traspare dalla sua espressione, facendo fremere di una strana eccitazione tutti i presenti.
C: "la Chiesa vuole il dialogo..."

pv: "... vuole il bene comune..."

sv: "... e siamo qui a dimostrarlo..."
C: "noi dobbiamo dialogare, capisce?" mettendo l'accento sulla parola 'dobbiamo'

"basta parlare, qualcuno gli metta un limone in bocca" si sente pronunciare, mentre il cerchio si stringe intorno all'uomo
u: "aspettate, un momento, ma cosa..."
C: "su, figliolo, non ci deluda..." allungando le mani su di lui
pv: "... dialoghi con noi..." afferrando l'uomo per un braccio
sv: "... si faccia evangelizzare!"

il cerchio dei presenti si chiude intorno all'uomo. l'uomo urla. le due guardie svizzere rimaste fuori chiudono il portone.

Mentre si chiude il portone, si intravedono gli abiti dell'uomo che volano in aria; chiuso il portone si sentono da fuori rumori confusi di grida eccitate, mandibole che masticano, ossa succhiate.

All'esterno, una guardia svizzera dice all'altra:
"oggi è già il decimo"

"e a noi non tocca mai di dialogare?"

"già: mai che ne lasciassero un pezzetto anche a noi!"
Fine
sipario

lunedì 9 novembre 2009

Ateo? No, grazie. - 7




primo atto: il Brutto e la Megera

sipario

(scena: un rozzo studio televisivo, dove si svolge una televendita; a condurre la trasmissione sono due personaggi: un uomo piuttosto brutto, vecchio, basso, vistosamente truccato con un generoso strato di fard, calvo ma con un evidente, instabile parrucchino lucido; doppiopetto, scarpe col rialzo, sorride a trentadue denti ma la sua espressione ricorda più una paresi facciale; lei: una donna di età indefinibile, con improbabili capelli rosso ruggine e striature di bianco (per una imperfetta tintura), labbroni gonfiati e rossissimi, reggiseno push-up che deborda fuori dal vestito, trucco dark, minigonna e uno strano reggicalze, piuttosto evidente, largo e attillatissimo tanto che sembra stritolare la coscia e nascondere delle cicatrici. Occhiali alla Crudelia Demon, sandali da monaca di clausura. Ogni tanto, con gesto impulsivo, tenta di abbassarsi la minigonna. Stanno davanti a un tavolo su cui sono esposti crocefissi di ogni dimensione e colore, oggetto della televendita.)


(le due voci si alternano, prima lui poi lei e così via)

- gentili amici del popolo amico, eccoci qua a consigliarvi un oggetto democratico e strepitoso!
- si, miei amici e sottomesse mie amiche (schiocca una frusta), un oggetto che cambierà le vostre vite!
- non sapete come migliorare la vostra carriera?
- volete un aiuto per governare meglio la vostra casa?
- siete annoiati, vostra moglie non ve la dà più?
- vostro marito firma misteriosi assegni in bianco da 5000 euro per volta?
- smettete di preoccuparvi, ecco a voi...
(rullo di tamburi)
- FISSY!, il crocefisso del 2000!
(squillare di trombe)
- FISSY! la rivoluzione del ventunesimo secolo!
- l'oggetto che cambierà il mondo! (entrambi ne sollevano uno e lo mostrano con enfasi alla telecamera)
- FISSY! vi aiuterà sul lavoro: appendetene uno al muro (l'altra fa il gesto di appoggiarlo a un muro immaginario) e otterrete in breve tempo un aumento di stipendio o un avanzamento di carriera. Garantito!
- FISSY! vi aiuta a casa: se avete un marito... come dire, esigente (lei arrossisce, poi schiocca la frusta all'improvviso con uno sguardo famelico) vi basterà appenderne uno al muro sopra il lettone e a lui verranno i sensi di colpa e mollerà la presa. Garantito!
- agisce istantaneamente, è brevettato e infallibile! ed è democratico e liberale! (ghigna lui)
- FISSY! sfrutta il principio dell'alga di montagna, dell'aloe vera e dell'aloe finta, del microchip e macrociop, ed è profumato di campo di campagna a primavera dopo che è passata una mandria di mucche... ehm
- e agisce a tutti i livelli: sentite qua!

(si scansano contemporaneamente ai due lati del tavolo, e dietro a loro si accende uno schermo: appare uno studio di lusso, sulla scrivania una foto del Presidente della Repubblica, una famiglia da mulino bianco e, sul muro dietro, è appeso un grosso crocefisso; seduta alla scrivania, con la fascia tricolore, una donna giovane, avvenente e formosa, biondissima, vestita di un serioso abito scuro ma con vistosa scollatura che sembra posticcia, tagliata lì per lì con delle forbici)

- si, ecco, che siccome che io... ah, scusate tanto: bbongiorno a tutti! (risatina da velina, inclinando la testa da un lato), dicevo, che io stavo là a tor de quinto... eh? (guarda dietro la telecamera) ah, dicevo, stavo in mezzo ar poppolo, che si... 'nzomma stavo a ffà 'n sondaggio, ecco, perché noi er poppolo lo sentìmo sempre, stamo sempre a tastà il... polso della situazione (sorrisetto malizioso), 'nzomma, e pperò n' se batteva 'n chiodo, perché ce staveno tutti 'sti tanz... tranz... tranf, 'nzomma quelle... o quelli, boh, che ... si, ce tojievano er lavoro, 'n so se mme spiego. Ecco, e allora 'na collega mia... si, der parlamento, se capisce, m'ha parlato de 'sto FISSY!, che io 'n sapevo che d'era, però ciò provato, me lo so fatto... si, l'ho comprato, e poi so' annata da quel cliente 'bbono, l'unico che c'avevo e j'ho fatto vede er FISSY! drento a la scollatura... e 'nzomma, pe falla breve, ecchime qua che sò mministra, e da mministra mministro... ah, si, er ministero! Grazie FISSY! (smorfia da velina)

- visto amici democratici e amiche liberali? FISSY! funziona!
- FISSY! è elegante, pratico, conveniente, d'acooordo?!
- siete giornalisti e non vi si fila nessuno?
- comprate FISSY! e citatelo nei vostri articoli, vedrete che carriera!
- quando andate dal barbiere nessuno vi ascolta?
- comprate un FISSY! da tracolla, otterrete attenzione e rispetto!
- guardate questo pratico ed elegante FISSY! in vera pelle di bambino sudamericano
- al bar avete clienti che vi importunano, che spacciano tra i vostri tavolini o che scassinano le vostre slot machines?
- appendete un FISSY! dietro al bancone: non solo non vi chiederanno più il pizzo, ma proteggeranno voi e la vostra famigghia!
- FISSY! funziona ovunque! sentite qua:

(di nuovo lo schermo dietro a loro: appare una sagrestia, seduto a cavalcioni su un confessionale, come un cow boy, un prete obeso e bello colorito guarda sicuro nella telecamera)

- FISSY! mi ha cambiato la vita. Prima avevo problemi... (fa uno sguardo timido e triste)... con le fedeli, si, mi sfuggivano, si ribellavano, non accettavano le penitenze che davo loro (per un istante fa la linguetta come Fantozzi al cinema porno), ma poi (riprende baldanza) mi è bastato appendere un FISSY! al collo (lo indica) e ricordar loro che quelle sono le nostre radici cul... turali (si allenta il colletto, ha caldo), la nostra tradizione, e nel solco... (fa ancora la linguetta) di quelle tradizioni esse devono accettare la mia... (arrossisce vistosamente, vampate di calore lo avvolgono) ehm, punizione divina. Adesso la mia pastorale ha successo, e ho successo con tutte! Grazie FISSY! (asciugandosi il sudore sulla fronte)

- visto? FISSY! è infallibile!
- provatelo anche nelle situazioni che vi sembrano più disperate, peccatori che non siete altro: FISSY! fun-zio-na!
- FISSY! è garantito dieci anni, ma la garanzia non vi servirà perché FISSY! è costruito in Svizzera da operai giapponesi con materiali tedeschi estratti da bambini cinesi!
- FISSY! è anche economico, e se non potete pagarlo subito sentite che finanziamento incredibile vi proponiamo:
- ordinate adesso FISSY! al numero in sovrimmpressione (non appare nessun numero), anticipate solo cinque centesimi...
- ... cin-que cen-te-si-mi! incredibile!
- più appena (parla sottovoce e tutto d'un fiato) 28.000eurocomecontributoperlaspedizione
- e il resto potete pagarlo a partire dal 2012 in appena 155 comode rate da 3.000 euro ciascuna!
- più comodo di così, che volete, che ve lo regaliamo?!
- state ancora a pensarci? sentite qua come è efficace FISSY!:

(schermo: un banco di frutta al mercato, un rozzo fruttarolo mentre mette in busta delle mele piuttosto malconce; sopra la cassa, un FISSY! fluorescente e intermittente a cinque colori; il fruttarolo si volta a guardare nella telecamera)

- ahò!, io 'n ciò capito n' ca...(biiip) , prima annaveno tutti dar buzzicone a comprà le pere che quello pè lucidalle se le metteva ner c... (biiip) e le tirava fora de n'antro colore, te 'o dico io, mo da quanno ho appiccicato qua (sbatte la mano sulla cassa) sto ca... (biiip) de coso... come se chiama? se, ecco quello là.. ahò mò vengheno tutte quà che pare che ortre che a li sordi me vonno dà pure la... (biiip), ahò, a mme me va bbene, che mme frega de quer porco de d... (biip) e dde tutte le ma... (fine del collegamento)

- ehm, sentito? FISSY! fu-nzio-na!
- comprate FISSY! e la vostra vita cambierà! (schiocca la frusta alzando la coscia per mettere il piede sul tavolo) d'acoooordo?!
- regìa, via alle telefonate!
- come? non funziona il telefono? Chiaro, non avete usato FISSY! adesso ve ne do uno e...


(nello studio fa irruzione una pattuglia dei Carabinatori in tuta mimetica, ammanettano i due e sequestrano tutta la merce. Mentre viene portato via, il Brutto urla)

- questa è una cosa indegna, in-de-gna! Siete in malafede, comunist...

fine primo atto

sipario




secondo atto: Eminenza e Onorevole

sipario

(scena: uno studio lussuoso ma austero, mobilio in pesante legno scuro, dalla finestra si vede la grossa cupola di una basilica.
Alla scrivania un porporato intento ad esaminare delle carte.)


- toc toc (bussano alla porta)
- avanti. chi è?
- Eminenza sono io
- ah, Onorevole. prego, si accomodi. prenda una sedia.
- grazie, Eminenza
- dunque, che novità mi porta?
- buone nuove, Eminenza. abbiamo finalmente stroncato quel vergognoso mercimonio del nostro simbolo sacro. stamane l'ultimo blitz
- ah, bene, bene, sono contento. era una cosa indecente!
- certo, Eminenza, ma adesso è tutto finito, nessuno infangherà più il sacro nome del nostro Signore, più nessun mercato alle porte del tempio!
- bene, bene. (entrambi con enfasi) non si poteva più tollerare che il simbolo della nostra tradizione, della nostra cultura...
- secondo solo alla pizza, agli spaghetti e alla mafia
- ... venisse bistrattato e umiliato in questo modo. Non si poteva più tollerare che le nostre radici venissero accantonate con tanta noncuranza dagli alfieri del relativismo etico, che vorrebbero sostituire l'anima stessa del nostro continente con un vuoto desolante
- far diventare l'Europa una terra di nessuno, maledetti burocrati
- ... dove tutto è lecito, ma l'uomo è messo in disparte, dimenticato, offeso...
- ... cioé dove non c'é più posto per dio. che tristezza. ma tutto ciò è finito
- sono contento, e mi congratulo con lei! riferirò a chi sa lei, vedrà che sarà generoso nel...
- grazie Eminenza (gesto di modestia)
- ... no, no, lei avrà la sua ricompensa già su questa terra, come sta scritto. ed è giusto così.
- grazie Eminenza
- prego. e...
- si?
- ... invece quel nostro piccolo affaruccio, come va? eh, come va? (cambia atteggiamento, diventa più confidenziale, si sporge verso Onorevole e abbassa la voce di un tono)
- bene, Eminenza, e adesso andrà ancora meglio, visto che abbiamo debellato la concorrenza
- aah, questo volevo sentire! i nostri crocefissi sono dei signori crocefissi, non come quella paccottiglia così kitsch e blasfema!
- certo, Eminenza. adesso possiamo chiudere quei contratti in esclusiva in santa pace!
- e i sindacati? e il Fisco?
- non conosco queste parole, Eminenza (fa l'occhiolino)
- ah ha. bene, bene. in realtà ho già pensato a un nuovo modello, guardi qua:

(apre un cassetto e tira fuori un crocefisso ligneo decorato con inserti di foglia d'oro e fibra di carbonio)

- Eminenza... (ammirato) è bellissimo!
- grazie, caro, grazie. e... tu, cos'hai portato?
- ehm, io... (si guarda intorno, poi dalla sua ventiquattr'ore tira fuori un pacchetto, lo apre e tira fuori un paio di manette foderate il pelouche fucsia)
- mmm (si eccita) vieni qua, cattivello, che adesso ti sculaccio
- Eminenza (allentandosi la cravatta) lei è così buono...
- ah no! (ridendo) io sono cattivo, cattivissimo!

(Onorevole si mette in grembo a Eminenza, coi pantaloni abbassati, rivelando un perizoma leopardato col filo sottilissimo. Eminenza comincia a sculacciarlo. i due emettono gridolini isterici ed eccitati)

sipario

fine

Nessun applauso: il Third Planet Theatre è completamente vuoto. Dal fondo avanza il custode: un uomo vecchissimo, curvo, folti capelli e barba bianca, un triangolo sulla testa. Parla da solo.

- ma che cazzo mi fanno pulire a fare (iniziando a spazzolare la moquette), che tanto non viene mai nessuno!

mercoledì 8 luglio 2009

questione di metodo



atto unico
sipario
scena: due tipi seduti a un tavolino di fuori da un caffé

- Certo che quello degli escrementi di cane sui marciapiedi è un bel problema
- e allora i barboni alla stazione?
- certo, ma che c'entra? io stavo parlando...
- non hai altro da pensare che alle cacche dei cani?
- ma no, è che vorrei affrontare un argomento per volta
- ci sono cose più gravi che una cacchetta di cane
- una? ma se le strade sono piene!
- e allora i tombini? ma dico, hai mai visto come si allaga tutto quando piove?
- guarda che ci vedo benissimo. però io ho detto un'altra cosa
- si si, ho capito. ma per me è più grave che la villa non venga mai spazzata
- guarda, posso anche essere d'accordo. ma io...
- che figura ci facciamo coi turisti?
- brutta, brutta. dicevo, bisognerebbe sanzionare severamente chi non raccoglie gli escrementi del proprio cane
- e allora i manifesti attaccati sui muri?
- dimmi un pò, che problema hai tu? ti piacciono i marciapiedi spalmati di merda?
- ci sono cose più importanti da risolvere
- certo, ma si possono affrontare tutte, una cosa non esclude l'altra
- mah
- ecco. e poi ti costringono a camminare con la testa abbassata per non pestarne una
- una cosa?
- sto parlando degli escrementi dei cani
- e allora i cassonetti che non vengono svuotati?
- e allora tua sorella?
- che c'entra mia sorella?
- bravo, non c'entra niente! non sei capace di parlare di UNA cosa alla volta?
- certo che sono capace, per chi mi hai preso?
- è mezz'ora che cerco di parlare di UNA cosa, vuoi darmi retta un secondo, ti spiace?
- quanto sei suscettibile
- non sopporto quelli che cambiano continuamente discorso
- va bene, va bene!
- uff. quindi, dicevo: c'é questo problema grosso delle...
- e allora i lampioni spenti?
- chissenefrega!
- come chissenefrega?
- riusciamo a parlare di una cosa per volta, o bisogna disquisire di tutto lo scibile umano nello stesso momento?
- poveretto te, se non vedi oltre una misera cacata
- sarà pure misera, ma io adesso vorrei parlare di quella, se ti va di ascoltarmi, sennò posso anche togliere le tende
- calma, calma. ok, se proprio ci tieni...
- ooh! dicevo: i cani...
- e allora il buco nell'ozono?

(si azzuffano dandosene di santa ragione)
fine
sipario

venerdì 12 giugno 2009

Sur-real cocktail Party - 3



Tu ci vai al Pride?
Al che?
Al Pride! Il Gay Pride!
Ah, quella pagliacciata...
Beh insomma...
Insomma che?
insomma, in fondo...
...è una pagliacciata, una buffonata!
Però...
però un corno! Io non ho bisogno di quelle cose là...
Ma...
...anche se sono gay. Ma li hai visti?
Chi?
Quelli che vanno al Pride
Embé?
Tutti vestiti come delle zoccole il giorno di festa!
addirittura
Tutti 'sti culi di fuori...
ma mica tutti sono...
...'ste zinne finte...
beh, mica tanto finte...
sò finte! Prima non ce le avevano!
Prima de che?
Prima de diventà donne! che schifo...
ma dai, in fondo...
in fondo un corno!
...un corno...
sono nati maschi, che gli salta in mente all'improvviso di tagliarsi l'uccello?
Beh, forse...
mo perché ci hanno du' zinne finte...
eh?
...le devono fà vedé a tutti!
Ok, però...
e i travestiti?
quali?
Ahò, ma cce vedi?
si...
insomma, è carnevale, o cosa?
Che c'entra?
Che pensano di ottenere, così?
beh, non...
che poi tutti pensano che i gay sò tutti così!
si, ma...
io non sono così!
Ma guarda che...
ecco perché ce l'hanno sempre con noi!
Dici?
no no, grazie, io non sono come loro.
E come sei?
Io sò normale!
ah, beh!
Io sono maschio, non voglio diventà donna!
e chi ti obbliga?
non voglio il matrimonio gay, figuriamoci!
invece...
Dio li ha creati uomo e donna!
ah, vabbè...
E i bambini?
Quali bambini?
Povere creature! Hanno bisogno di un papà e una mamma!
e chi glieli toglie?
e quando vanno a scuola?
che succede?
che li pigliano in giro!
veramente anche adesso...
naaa, tutte scuse! basta pagliacciate!
e allora non ci andare
e chi ci va? Io voglio...
ecco...
...una vita normale!
normale?
si, normale
ma in che senso...
anzi, sai che ti dico?
che mi dici?
mi sposo!
e con chi???
Con una donna, cribbio!
...
io voglio vive tranquillo!
Beh, tanti auguri...
-----------

Tu invece ci vai?
dove?
Al Pride, cazzo! di che stiamo parlando?
ah. Certo che ci vado. Io non ho problemi
dopo c'é una festa?
credo di si...
ci vengo anch'io.
ma non dovevi sposarti con una donna?
Che c'entra? Quella è un'altra cosa!
Ho capito...
porta qualche preservativo
, mi raccomando.

giovedì 11 giugno 2009

Sur-real cocktail Party - 2



Io ho tanti amici gay...
Anch'io!
Ecco. Ma loro sono... si, sono...
Sobri?
Si, ecco! Sono normali.
Non vanno in giro...
...a vestirsi da donna.
Certo.
Sono di quelli... si insomma, che non si vede.
Vero, a guardarli non sembra.
Così è meglio, no?
Non te ne accorgi neanche!

Che bisogno c'é di sbattertelo in faccia?
Oddìo, quel mignolino...
...sempre alzato...
Vabbé, però...
...si...
...non fanno casino, non chiedono cose strane...
...non alzano la voce, non 'ostentano'...
..come dice il sindaco. Che bravo che è, ha visto?
Già. E' tanto democratico.
Comunque loro...
... niente pagliacciate.
Non sono volgari, non offendono nessuno...
non urtano la sensibilità dei credenti...
... hanno rispetto
Non hanno tutte 'ste pretese...
...che hanno quelli là...
si, quelli che si vestono da donna...
Ecco. Non te lo sbattono in faccia che...
...che gli piace prenderlo in...
...si, insomma, si fanno gli affari loro,
...buoni buoni, zitti zitti...
...è così che si fa!
Sposarsi addirittura!
Che schifo!
Poveretti...
che poi, a casa loro, facessero quello che vogliono...
...per carità, siamo democratici...
...basta che non fanno casino...

... noi non vogliamo sapere
...come quando si vestono da donna
...eh, che se si vestono da donna...
...che pretendono?
E' uno schifo!
Non per altro, è per i bambini...
...per carità, che dobbiamo dire ai bambini...
...quando si vedono quelle...
...quelle...
...si, quelle 'cose' là!
che schifo!
Si vestissero da donna a casa loro!
Ecco, che così nessuno li vede!
Io mica voglio eliminarli tutti!
Non sia mai, sò sempre creature...
... però...
... però se si vestono da donna...
...pensiamo ai bambini...
Poveri bambini...
... che gli insegnamo così?
Per fortuna il prete...
quello a scuola?
si, ecco, da loro non si vedono 'ste cose!
...gli insegna che bisogna sposarsi e fare i figli...
...eh, la natura...
... già.
Ah, meno male che ci sono i preti...

----------------------

Mah...
eh?
...chissà, 'sti miei amici gay...
ah...
...che poi insomma...
insomma...
non è che sò proprio proprio amici...
ah... certo certo. Capisco. Insomma?
...e se si vestono da donna pure loro?
eh, certo se sono gay...
...chiaro...
...che schifo...
...si, che schifo!

mercoledì 10 giugno 2009

Sur-real cocktail Party



Io ho tanti amici gay.
Anch'io!
Vero? Sono simpatici, no?
Si, e sono taaaaaaanto sensibili.
Si!
E poi sono divertenti: se stai un pò con loro ti fai un sacco di risate!
fanno compagnia!
Siii! E non solo.
Già: sono anche intelligenti!
Si, non sembrerebbe ma...
...gli manca solo la parola!
...io sono sicuro che quando gli parli loro ti capiscono!
Si vede dallo sguardo...
...si. e sono tanto affettuosi...
...sanno come farsi capire...
Si, e sono taaaaaaanto sensibili.
sembrano quasi come noi!
ti si affezionano!
E si fanno capire...
...già...
E' come se parlassero...
...parlano con gli occhi, ecco!
E' vero. Poi dice che la natura non è una meraviglia!
Io ne ho tre, ogni tanto li porto in giro...
io...
...a passeggio.
...ne ho uno solo, ma è taaanto vivace!
Eh si...
Parla con gli occhi, vedesse!
...anche i miei!
Si, ed è taaaaaaanto sensibile....

mercoledì 27 maggio 2009

Ateo? No, grazie - 6



atto unico
sipario

Salve, signor questore. Allora, noi vorremmo far terminare il corteo del Gay Pride a piazza S. Giovanni, l'ora prevista per...

ah no, non si può

perché?

c'é una processione dei carmelitani scalzi

a che ora?

alle 20

bene, noi per le 19 al massimo garantiamo che...

però devono preparare la piazza in anticipo

quanto anticipo?

otto giorni prima

otto giorni? e che cosa devono preparare?

beh, sa, girano con dei ceri accesi, i vigili del fuoco devono fare un accurato sopralluogo perché la sicurezza sia garantita

e ci vogliono otto giorni?

la sicurezza anzitutto. sa quanti estintori serviranno?

e vabbè. allora siamo disposti a spostare la manifestazione una settimana dopo. dunque, noi...

non si può

neanche una settimana dopo?

no

perché?

c'é una messa cantata

in piazza?

e allora? è estate, fa caldo

uff, e quando finisce sta messa?

grosso modo intorno alle 24

e che è, una messa notturna?

una veglia

per cosa?

per la salvezza delle anime dei gatti defunti dei preti anziani disoccupati

mah... (fa la faccia poco convinta) facciamo una settimana dopo ancora?

no. è la festa dei santi patroni

e quella dopo?

no

perché?

è il compleanno della badessa del convento di canicattì

lei è pazzo!

badi come parli, sa! io sono un ufficiale in servizio!

va bene, va bene. e insomma, se facessimo il mese prima?

no

perché? guardi, ho controllato il calendario, non c'é nessuna festa particolare, nè patroni nè ricorrenze...

non si può

ma insomma, perché?

la perpetua del vescovo deve far scendere il cane a fare i bisogni

cooosa?

è una questione di igiene. volete che la vostra salute venga garantita, no?

ma è un cane! di quanto spazio ha bisogno?

grosso modo dalla scalinata esterna della basilica fino a... diciamo piazza re di roma da una parte, e il colosseo dall'altra

cavolo! mangia tanto sto cane, eh!?

non faccia lo spiritoso

due mesi dopo?

no, il personale della questura va in vacanza, non possiamo garantire l'organizzazione

andate tutti in vacanza? tutti insieme?

si, così non c'é nessuno che resta e che sarebbe costretto a fare gli straordinari che poi il ministero non paga.

ho capito

sa, ci sono di mezzo i sindacati...

adesso si chiamano così?

ehm, che fate allora, rinunciate?

manco per sogno! dateci un'altra piazza

volentieri. che ne dite di piazza della repubblica?

mmm, potrebbe andar bene. allora, noi...

ma non nella prima data che mi ha detto

e perché?

c'é la processione, ricorda?

ma non era a s. giovanni?

fanno il giro lungo

ho capito. piazza del popolo?

no, c'é il 'second family'-day

piazza navona?

no, devono preparare il presepe

a giugno?!

è un presepe particolare, fatto dai sommozzatori di Bolzano: devono allagare la piazza e aspettare che i gamberi crescano...

pazzesco. e tor vergata?

no, ci sono le olimpiadi delle girl-scout

piazza vittorio?

tutte le altre piazze non fanno parte del protocollo, non ci provi!

senta...

guardi, per non perdere tempo le consiglio di cambiare destinazione finale al corteo

sono qui per questo. ce lo dica lei dove dobbiamo andare a nasconderci!

non faccia polemiche, io sto lavorando

su, dica!

va bene. allora: vuole la busta uno, la due o la tre? (mostra tre buste di carta numerate)

ma che dice?

la uno? ottima scelta! (apre la busta)

ma che...

complimenti, avete vinto le catacombe di santa priscilla!

la catacooombe?

ecco, trovatevi tutti sulla nomentana a mezzanotte, sarà nostra cura farvi entrare

e chi ci farà uscire?

questi sono problemi vostri, io le darò una mappa... dunque, ma dov'é quella aggiornata? (rovista in un cassetto)

ma...

non fa niente, ve la farò trovare all'ingresso, se la trovo. portatevi delle torce e... ah, qualche pullover, fa un pò freddo la sotto

nient'altro?

un pò di viveri, se vi venisse fame, sa il percorso è un pò lungo...

fine
sipario

martedì 5 maggio 2009

Ateo? No, grazie - 5




atto unico

sipario
nessuna scenografia, la scena è completamente vuota. due attori sul palco, vestiti e pettinati nella stessa identica maniera (gel, suit impiegatizia, con cravatta dello stesso colore ma di due sfumature appena diverse), sembrano una sola persona e il suo riflesso nello specchio.


- ho fatto il testamento biologico
- ma dico: sei diventato matto?
- matto? e perché mai?
- ma che ti sei messo in testa?
- da cittadino libero voglio poter disporre della mia vita e del mio corpo come meglio credo, tutto qua
- è una iniziativa ideologica, ritirala subito!
- come scusa?
- ho detto: è una iniziativa ideologica, ritirala subito!
- e perché dovrei? e poi a te che ti frega?
- laicista di merda!
- ehi, piano con le parole. piuttosto rispondi a me: a te cosa tolgo?
- a me niente davvero. è che tu non sai distinguere il bene dal male!
- io so benissimo cosa è bene PER ME e cosa è male PER ME
- relativista!
- assolutista!
- sei una vittima della cultura laicista imperante
- no, sono uno spirito libero! e poi la mia vita è mia e ci faccio quello che mi pare!
- la vita è un bene indisponibile!
- da chi? la tua, forse! la mia lo è: da me e solo da me!
- e poi lo stato deve curare i malati, non deve dare la morte, non è questo il suo compito. tu stai minando la società alla sua base. no alla cultura della morte!
- ma quale morte! lo stato ha il dovere garantire le libertà individuali, beninteso finché non minacciano quelle altrui
- tu vuoi l'eutanasia!
- dimmi un pò: ma tu sai di cosa stai parlando?
- assassino!
- ma và a cagare!
- voglio vederti in punto di morte se non invochi dio!
- io invece vorrei vedere te, ma dopo la morte, se troverai il tuo dio!
- bestemmiatore! ateo di merda!
- oh vacci piano, eh!? dì un pò: ma io ti sto stressando impicciandomi dei fatti tuoi forse?
- e se poi cambi idea?
- faccio sempre in tempo a modificarlo
- e se prima di modificarlo cadi in coma? come fai, eh?
- me la stai tirando?
- e se i tuoi cari non sono d'accordo? a loro non pensi?
- i miei cari, se mi amano davvero, rispetteranno la mia decisione
- c'é gente che dopo vent'anni di coma si è svegliata
- si certo: è perché te e i tuoi compari fate tanto di quel casino che svegliate anche i morti! fanatici!
- uno in coma può anche avere figli
- si, e può anche andare all'altare a sposarsi e la domenica allo stadio, con tutta la barella...
- uno in coma è una persona viva
- se è solo una macchina a farti respirare o ad alimentarti, beh quella per me non è vita
- assassino!
- e daje! ho detto PER ME! te ne sei accorto?
- ti fai condizionare dall'ideologia della morte! io sono per la vita!
- pensa alla tua, di vita. e poi, guarda che non c'é niente di più ideologico che imporre un'etica, una morale a tutti, anche a quelli che non la condividono
- finirai all'inferno!
- ci sono già...
- voglio vederti in punto di morte se non invochi dio!
- l'hai già detto
- ritira subito il tuo testamento biologico!
- non ci penso nemmeno!
- ritiralo!
- no!
- si!
- no!
- si!
- no!
- si!
- no!
- si!
- no!
- si!
- no!
- si!
- no!
zac!
(lo accoltella al cuore. cade a terra senza riuscire a dire una parola)
- adesso credi in dio, eh?
- ...
- parla, su parla!
(con grande fatica proferisce le sue ultime parole)
- va... a... ffa... ncu...
(esala il suo ultimo respiro. dopodiché la sua anima, trasfigurata sotto la forma del suo corpo mortale, ma trasparente, che indossa una lunga tunica bianca, con due ali posticce sulle spalle fatte con penne e piume di pollo, comincia a salire verso l'alto, e come Oliver Hardy dopo essersi schiantato con l'aereo guarda l'amico Stan là in basso *, saluta il suo ex interlocutore con lo sguardo serafico e alzando il dito medio in segno di saluto)

(L'altro tira fuori il cellulare e compone un numero, seguitando a guardare il cadavere a terra)
- pronto? eminenza? ne ho qui un altro. si in clinica è tutto pronto, si, c'era un posto libero al secondo piano. no, non si preoccupi, avverto io le suore necrofile del divin defibrillatore, non si disturbi. si, ho visto ieri i pronipoti di quello attaccato alle macchine dal 1916. grande annata il '16, non trova? eh, non ce ne è più come una volta. si, gli faremo il trapianto di cranio giusto domani, in quello vecchio ormai c'erano i vermi. no, stia tranquillo eminenza, ho organizzato come mi ha odrina... chiesto, gli trapianteremo la faccia sul nuovo cranio, sarà sempre lui.
Si eminenza, è tutto pronto anche per il conferimento della legion d'onore, medaglia al valor civile e militare e carica di senatrori... ehm, senatrici a vita per le suore, si, ho scritto come mi ha detto lei, eminenza: "per aver combattuto eroicamente la cultura della morte, per meriti acquisiti sul campo, in banca e in clinica" ecc.
(guarda in basso) Questo, invece, è già pronto per essere attaccato al sempercardiomatic, ci vorrà un attimo. ehm, eminenza... posso farlo da solo? cioé posso trasportarlo io in prima persona? beh, sa che mi piacciono i cadav... cioé le persone vive da curare ed amare (si tocca la patta dei pantaloni). grazie eminenza, grazie per concedermi questa libertà, si, lo sappiamo tutti che lei è un autentico Paladino Della Libertà, e io le sono grato per essere così libero. si, eminenza, riverisco. arrivederci.
(riattacca)
- Ah, come è bello essere liberi
(si china per raccogliere il corpo dell'altro)

sipario
(mentre si chiude, si diffonde dall'impianto audio del teatro la risata finale di Thriller di Michael Jackson)




* ne "I diavoli volanti"

giovedì 9 aprile 2009

Ateo? No, grazie - 4




Atto unico

Sipario

(l'operatore parla alla cronista)
"Ecco, spostati un pò più a destra... ancora... così! Perfetta"
"Dimmi quando siamo pronti"
"Ancora un attimo che sposto il riflettore... ci siamo. Quando vuoi"
(lei si schiarisce la voce)
"Andiamo"
"Tre due uno..."
"Gentili telespettatori, eccoci collegati con il Monte Olimpo, che vedete alle mie spalle. Siamo qui oggi per intervistare Zeus, tirato in ballo dall'ennesima discutibile campagna degli atei italiani. Dopo il sostanziale fiasco degli altri slogan, il primo dei quali è stato bocciato dalla concessionaria di pubblicità che si doveva incaricare di 'scriverlo' su due autobus urbani di Genova, e dopo che il secondo, modificato, è passato inosservato, gli atei ci riprovano, stavolta con uno slogan che tira in ballo nientemeno la principale divinità pagana della mitologia classica greca e romana: ovvero Zeus, appunto, detto anche Jupiter in latino, o Giove in italiano.
Il nuovo slogan recita:

LA CATTIVA NOTIZIA E' CHE ZEUS NON ESISTE. QUELLA BUONA E' CHE DI ZEUS PUOI DIRLO.

"Avrà successo, riuscirà a catalizzare l'attenzione dell'opinione pubblica, stavolta? A momenti dovrebbe raggiungerci la divinità in 'persona', alla quale chiederemo un'opinione. Intanto vi dico che questo slogan è stato scelto..."
"Berlusconi non scopa"!
(alle spalle della cronista appare il disturbatore Gabriele Paolini, con un grosso preservativo rosa calzato sulla testa, una maglietta arcobaleno e al collo un cartello con su scritto: 'usate il preservativo. e scopate!' La cronista si scansa di un metro lasciando lui fuori dell'inquadratura)
"..ehm, dicevo... è stato scelto con un sondaggio sul sito della..."
"Il Papa scopa!"
(riappare Paolini dietro la cronista. la quale gli dà una gomitata e si sposta ancora un pò)
"...sul sito della Associazione degli atei, i cui affiliati hanno..."
"Formigoni si fa le pippe! Ahia!"
(lei gli dà un calcio sugli stinchi e lo spinge indietro, facendolo cadere a terra)
"... hanno potuto scegliere..."
"Mi hai fatto male, pazza furiosa!"
"Ti sta bene, cretino!" (risponde lei voltandosi e guardandolo con disprezzo) "e adesso và via che stiamo lavorando"
"Mi sa che neanche tu scopi!"
(lei non gli presta attenzione)
"Scusate l'interruzione. dicevo, la scelta era fra tre differenti slogan, e..."
"Quand'é l'ultima volta che hai scopato?"
"... quello che vi dicevo è risultato vincitore con il 43% dei consensi. Tuttavia, alcuni utenti hanno..."
"Non sei neanche male, tutto sommato. Che fai stasera?"
(lei si volta sfinita e lo guarda come un marziano)
"Ma non eri frocio?"
"Stooop!" (l'operatore blocca la camera e se la tira giù dalla spalla, si avvicina minaccioso a Paolini)
"Senti deficiente, adesso..."
"Neanche tu sei male, ragazzo. Vieni anche tu stasera con noi?"
"La vuole smettere che stiamo lavorando?!" (urla lei)
"Adesso non state facendo niente. State aspettando Zeus, vero?"
"Che cazzo te ne frega a te?" (urla lui)
"Beh, si dà il caso che sia arrivato"
(si sente uno scoppio come di una miccetta di carnevale, poi in una nuvoletta di fumo sparisce Paolini e, al diradarsi del fumo appare, in tutto il suo splendore di due metri e mezzo di altezza, muscoli scolpiti e lucidi e barba bianca regolamentare, Zeus in persona. Porta solamente il gonnellino mitologico d'ordinanza e sandali ai piedi)
"Pooorca..." fa l'operatore a bocca aperta
"Riprendi! Riprendi!" fa lei. (l'operatore aveva appena spento la camera e non fa in tempo a riprendere)
"Bimbi belli..." fa Zeus, accarezzando entrambi sotto il mento "ecco Zeusuccio vostro. Per servirvi"
(nel frattempo l'operatore tira su lestamente la camera e ricomincia a riprendere)
"Ehm, signor Zeus, ecco, noi siamo qui per l'intervista. Ricorda? Abbiamo parlato con la sua segretaria ieri, e..."
"Quella non era la mia segretaria, era il mio amante, Ganimede, che si diverte a fare gli scherzi. E' incorreggibile ed è geloso, dovete scusarlo. Io non ho segretarie. Ma tu, bimba, ti assumo subito, se vuoi. E poi facciamo tardi la sera in ufficio, e..."
"Ehm" fa l'operatore
"Dunque, signor Zeus..."
"Chiamami Giò; ma solo per te, eh! Ah, e anche per il tuo amichetto. Come ti chiami, bel bambino?" (e fa saettare la lingua puntuta)
"Dicevo, signor Zeus" prosegue lei "ha saputo dell'iniziativa degli atei italiani? Cosa pensa del loro slogan che la tira in ballo personalmente, alludendo che lei addirittura non esista?"
(Zeus si fa serio e guarda nell'obiettivo della telecamera)
"La sinistra laicista italiana non perde il vizio di tentare di colpire i cittadini nella loro fede pagana, che appartiene alla cultura, alla storia e alla tradizione del nostro paese da millenni, e che sola può garantire una vita civile e sociale coesa attorno ai valori tradizionali che..."
"Ehm, signor Zeus, l'Italia è cattolica da duemila anni"
"Ah già, per Giove, era la risposta standard. Dunque, volevo dire: nuntio vobis gaudium magnum: abemus papam!"
"Coosa?"
"Nemmeno questa va bene? Allora vediamo... comincia un nuovo giorno, sei pronto ad affrontarlo? Coi nuovi frollini del mulino bianco..."
"Stooop" fa l'operatore, mette giù la telecamera e fa la faccia feroce
"Il mister ha deciso così e io faccio quello che decide il mister, mi impegnerò al massimo come sempre poi se arriverà la convocazione sarò contento e..."
"Senta lei, come cavolo si chiama, quando ha finito di prenderci in giro se ne può anche andare, stiamo aspettando..."
"Scusate, è che quando sono arrapato..."
"...un personaggio importante per un'intervista. Aria, smammare, capito?"
"Ma che bei muscoli che hai, giovanotto! Posso toccarli?"
"Ma la vuole smettere!?" fa la cronista "Guardi che se non se ne va chiamo subito la polizia!"
"Che belle tette che hai, piccola. Dunque, comincio da te o da te?" fa Zeus indicando prima lui e poi lei
(l'operatore guarda con preoccupazione il gonnellino del dio che comincia ad alzarsi sul davanti)
"I'm in the mood for a melody, I'm in the mood..." Zeus canta Robert Plant con voce angelica ma possente al tempo stesso, l'eco si perde in tutta la valle, tutti gli uccelli e gli animali domestici e selvatici si fermano ad ascoltare. L'operatore e la cronista notano per la prima volta che il fondo della vallata è coperto da una nebbia insolitamente fitta, compatta, che risale e la vetta del monte Olimpo sembra più vicina. Uno strano profumo si diffonde nell'aria, e rende insolitamente rilassati e via via più arrendevoli i due.
"Signor... Zeus, dunque, cosa vuole dire a proposito... a proposito dello slogan che..."
"Si cara? Dicevi?" fa il dio mentre le sbottona la camicetta
"No aspetti... e tu non riprendere!" la cronista, sudatissima, si accorge che l'operatore sta riprendendo la scena
"Fammi tutte le domande che vuoi" e la porta dietro un cespuglio, seguito dall'operatore con la telecamera
"Woooow!" fa l'operatore riprendendo, nel momento in cui Zeus si toglie il gonnellino. Seguono dieci minuti durante i quali i cespugli si agitano e da dietro giungono voci indistinte e ansimanti. L'operatore è come impietrito mentre riprende, con gli occhi spalancati. Poi il dio esce fuori allacciandosi il gonnellino.
"Ma non ti vergogni, alla tua età!?" un vocione femminile scuote il cielo
"Oddio, cos'era?"
"Era mia moglie"
"E' morta? Mi dispiace molto"
"Ma no! Non ho detto: era mia moglie. Ho detto: Era, mia moglie"
"..."
"Era, si chiama Era! Hai capito ragazzo? Vieni qui che te lo spiego" e sorridendo prende l'operatore per la mano portandolo dietro il cespuglio. Lui è come intontito e non fa resistenza. Di nuovo da dietro giungono voci indistinte e ansimanti.
La cronista intanto è sdraiata a terra sull'erba, languidamente, si pettina i capelli con lo sguardo perso nel vuoto ma l'aria soddisfatta.
Poi il dio esce fuori fischiettando mentre si riallaccia il gonnellino; dopo qualche istante esce l'operatore, coi pantaloni ancora slacciati e con la stessa aria stravolta ma vagamente soddisfatta della cronista. Si sdraia a terra su un fianco e comincia a contare le pecore di un gregge che pascola lì vicino. Poi un refolo di vento fresco sembra far tornare lentamente i due in se stessi; si ricompongono e cercano di riprendere il loro lavoro.
"Dunque, signor Zeus... dov'eravamo rimasti?"
"Non è una bellissima giornata, bimbi belli?" il dio sta in posa da culturista e si ammira i muscoli
"Ssi, ecco... dicevo, cosa pensa della campagna degli atei che..."
"Penso che hanno ragione" risponde il dio, ora distratto a guardare il gregge di pecore
"In che senso?" la cronista ha l'aria stupita
"Infatti io non esisto"
"Eeeh? Hai sentito anche tu?" fa lei voltandosi verso l'operatore, poi si rigira verso Zeus
"Ma allora se..."








Ma io dio è sparito. I due si guardano attorno sgomenti, ma non lo vedono da nessuna parte.
"Accidenti" fa l'operatore spegnendo la telecamera "dove sarà finito?"
Nel frattempo, nel gregge, un caprone è impegnato a montare alcune pecore in successione con grande foga. Le pecore non sembrano fare resistenza
"Che avrà voluto dire, secondo te?" lei non si capacita
Il caprone, finita la monta, si avvicina ai due, e giunto dietro all'operatore gli passa la lingua sul retro dei pantaloni quasi sollevandolo da terra
"Che cazzo... che cosa vuoi?" l'operatore salta per lo spavento, perché non aveva visto il caprone avvicinarsi.
Il caprone lo guarda e fa saettare una lingua puntuta
"E' lui, è Zeus!" fa la cronista
Segue il consueto scoppio di miccetta con fumo annesso, e poi appare di nuovo Zeus
"E brava la mia giornalista!"
"Ma lei è insaziabile! Insomma: ci vuole spiegare cosa intendeva dire con 'io non esisto'?"
"E' semplice, mia cara: io e gli déi miei colleghi abbiamo passato circa duemila anni di calma e tranquillità qui sull'Olimpo, da quando è venuta fuori quella religione di noiosissimi falegnami, vergini (vergini! inconcepibile!) e presunti santi col cerchio dietro la testa. Per non parlare di quelli col turbante e la scimitarra! Niente più idioti invocanti e piagnoni, che un giorno si e l'altro pure ci chiedono qualunque cosa, per lo più deisderi egoistici e infantili. Niente guerre nel nostro nome. Stiamo così bene che non abbiamo nessuna intenzione di tornare alla ribalta... oh, scusate un attimo"
Il dio sparisce nella solita nuvoletta. La cronista e l'operatore cadono nello sconforto
"Ehi" fa lui mentre spegne ancora la telecamera "non può fare così!"
"Lei non rispetta il nostro lavoro!" urla lei al vento. Si girano intorno per cercare di capire se è ancora lì sotto altra forma, ma non vedono nulla che possa far pensare a un dio in incognito. Dopo qualche minuto decidono di andarsene. Fanno alcuni metri lungo il sentiero, quando sulla camicetta di lei piomba una cacca d'uccello.
"Ma porca puttana" urla lei "ci mancava solo questa"
L'operatore guarda in alto e vede su un ramo di un albero un passero che cinguetta arzillo e accanto altri passeri dall'aria vagamente esausta. L'operatore punta il dito verso il ramo e sta per dire qualcosa, quando con il solito 'cerimoniale' (scoppio - nuvoletta) Zeus riappare di fronte a loro e il passero sparisce.
"Anche i passerotti adesso?!" fa l'operatore
"Passerotte, prego"
"Senta" fa la cronista "lei sarà pure un dio, ma io sono qui per fare il mio lavoro e lei adesso mi concederà l'intervista o io..."
"Ma sai che sei particolarmente graziosa quando ti arrabbi?" e le accarezza il mento come si fa coi gatti "Va bene. Dunque, dicevo: viviamo nell'oblio da circa due millenni e stiamo benone, come in una lunga e meritata vacanza. Sai, piccola, ero anche un pò stanco, tutte quelle lotte coi Titani, e quel peso di dover scatenare tempeste che sennò nessun altro lo fa, e poi un giorno è arrivato pure un umano, un certo Walt Disney a girare delle scene per un suo film, ha caratterizzato Bacco come un beone pancione e ho dovuto calmarlo sennò scoppiava un incidente diplomatico con la Terra! Insomma, una faticaccia. Adesso invece stiamo in pace, che se la sbrighino Yawhé e Allah e Pinco Pallino con gli uomini, che li sopportino loro. Noi non esistiamo, capito bimbi belli, e questo direte giù da voi! Chiaro?" e pronunciò l'ultima parola con un vocione di tuono che fece tremare la terra e tutto quanto, spaventando i due.
"Smettila fanatico, e dì a Euforione che mi restituisse i bigodini, o è la volta buona che vi fulmino tutti e due!" il vocione di donna di prima riscende dal cielo.
"Ragazzi, non sposatevi mai. Oppure, fatelo ma non una volta sola..." dice il dio facendo l'occhiolino all'operatore. "Bimbo, non mi hai detto come ti chiami..."
L'operatore deglutisce mentre vede di nuovo il gonnellino del dio che si alza... viene preso di peso dal dio che se lo mette sulla spalla e i due si infrattano. La cronista ha di nuovo lo sguardo inebetito, e barcollando si avvicina alla telecamera, la raccoglie, la posa su un masso, la accende e si mette davanti all'obiettivo
"Dunque... signori telespettatori, abbiamo dimostrato che in effetti Zeus non esiste, gli dèi sono un'invenzione e... e hanno ragione gli atei e... e salutate mio marito. Addio. Qui dall'Olimpo è tutto, a voi la linea"
Prende la telecamera e la lancia nel vuoto in uno strapiombo; poi tira fuori dalla borsetta il cellulare e le chiavi di casa e della macchina, e getta via anche quelli. Gli oggetti spariscono precipitando nella nebbia, e un rumore di metalli che si fracassano sulle rocce giunge poco dopo dal basso, mentre la cronista, intontita ma soddisfatta, si avvia sorridendo verso il cespuglio raggiungendo Zeus e l'operatore...

Sipario

Fine

venerdì 13 febbraio 2009

Ateo? no, grazie - 3



Primo atto
sipario

scena:

Una stanza spaziosa: una sezione del Partito Comunista Combattente Proletario Rivoluzionario Bolscevico Sovietico a Stalingrado, intitolata a 'san Lenin'.
Alle pareti: ritratti di Stalin, Krushev, Breznev, Il Che, Mao Tse Dong, una foto di Vladimir Luxuria elaborata in quattro colori come la celebre Marilyn di Wahrol, una foto di Fidél col pugno alzato. In un angolo un altarino con una statuetta raffigurante il mago Otelma piangente, con sotto un vaso di fiori e due ceri accesi.
Sulla porta di ingresso qualcuno ha scritto con una bomboletta di vernice spray rossa il numero 6 6 6. Sulla parete opposta la faccia di Darwin e a fianco quella di Einstein con la celebre linguaccia di fuori; qualcuno con la penna ha disegnato un pisello sulla sua lingua.
Lunghe aste con bandiere rosse appoggiate a un angolo, una grande bandiera con la falce e il martello occupa la quarta parete interamente.
Al centro della stanza un grande tavolo di legno grezzo; sul tavolo carte da poker, tre posacenere ognuno con tre sigarette accese poggiate sul bordo; bicchieri di vodka e lambrusco, bottiglie mezze vuote ovunque.
Fumo nell'aria. La radio sullo sfondo manda Guccini: "dio è morto".

Seduti al tavolo cinque comunisti: un italiano con l'orecchino e i capelli col codino, un cubano col basco con la stella, un francese con la kefiah, uno spagnolo un pò effemminato e una svedese biondissima con grandi tette; per brevità li chiameremo i, c, f, s e sv.
Fumano chi una sigaretta, chi un sigaro cubano, chi la pipa, ma tutti contemporaneamente anche uno spinello: una pianta di marijuana cresce vigorosa vicino alla finestra.

i (con accento emiliano): "avanti compagno, versa ancora del lambrusco nel mio bicchiere"
s: "certo compagno, eccoti servito" (versa)
f: "porco #@++*, poker d'assi!" sbattendo le carte sul tavolo con soddisfazione
c: "ma mannaccia alla #@++*, vinci sempre tu!" con visibile disappunto
sv: "evviva, come ci divertiamo!" (beve attaccandosi alla bottiglia)
i: "siii, siamo atei!" e si applaudono da soli
f: "porca #@++*, è finita la vodka!"
sv: "tranquillo compagno, vado a prenderne dell'altra" (va, torna e versa nei bicchieri)
tutti insieme: "alla nostra!" brindano e bevono all'unisono
i: "noi non abbiamo nessun dio!"
s: "possiamo fare quello che vogliamo!"
c: "tanto dopo la morte non c'é niente!"
sv: "non abbiamo morale nè etica"
f: "ma che ci frega, siamo atei!"
tutti: "evviva!" (ribevono)
f, a sv: "compagna, su dammela, che ho voglia!"
sv: "ma certo che te la dò, io la do a tutti!" (si tira su la gonna e si sdraia sul tavolo facendo cadere a terra tutto quello che c'era sopra) "eccoltela qua!"
f: "yuhuu!" (consumano un raporto sessuale sul tavolo, tra le urla divertire degli altri)
sv, urlando e ridendo: "tanto poi dopo abortisco. che mi frega, sono atea!"
f finisce e riceve complimenti e pacche sulla spalla dagli altri.
s sale su una sedia, si abbassa i pantaloni mostrando il sedere e urla: "ehi! chi lo vuole"?
tutti: "siii, evviva!" (lo sodomizzano a turno)
s, mentre gli altri lo sodomizzano: "che mi frega, sono ateo!"
sv, sdraiata per terra mentre beve dalla bottiglia e mangia grappoli d'uva infilandoseli in bocca tenendoli dal picciolo: "dategli sotto, compagni!"
alla fine si sdraiano tutti per terra, esausti.
i: "aahh, ci voleva proprio, compagni".
c: "ehi, sentite questa: prrroooot" (lancia un lungo peto)
tutti: "ah ah ah ah, bravo!"
s: "ehi ehi, e questa: broooot" (rutta rumorosamente)
tutti: "ah ah ah ah, ben fatto!"
sv: "come ci divertiamo, siamo atei!"
la radio interrompe i programmi e annuncia l'oroscopo. tutti si alzano di scatto, i si avvicina all'apparecchio e alza il volume, gli altri si siedono intorno e si preparano ad ascoltare in religioso silenzio.
radio: "... cancro, se siete atei e la vostra vita è priva di significato oggi avrete l'occasione di riscattarvi aiutando qualcuno che soffre...".
segue silenzio; tutti sono seri e pensierosi, si aggirano per la stanza guardando per terra.
c: "la nostra vita è vuota"
i: "non ha significato, se non c'é un dio"
f: "manca del tutto qualunque prospettiva "
sv: "ora ho capito, e sono pentita" e scoppia a piangere
tutti piangono e si abbracciano consolandosi a vicenda
s, accostandosi alla finestra: "il mondo è pieno di sofferenza"
sv: guardate quanta sofferenza"
i si accosta alla finestra e vede una povera vecchietta che cammina a stento poggiandosi al suo bastone
i: "hai ragione, c'é tanta sofferenza. dobbiamo fare qualcosa"
apre la finestra, estrae una pistola dalla sua tasca e spara
bang!
la vecchietta stramazza a terra
i: "ecco, adesso non soffre più"
tutti: "evviva! bravooo!"
si complimentano con i e tra di loro
"...pe pe pe pe pe pe..." (fanno trenino cantando 'Brazil')
"evviva!"
"che ci frega, siamo atei!"


All'improvviso la porta si spalanca, ed entra urlando come un samurai un frate, sotto il saio è vestito come Rambo, ha una grossa cintura di proiettili al posto del cordone, in cui una delle cartucce è una boccetta di acqua santa con l'effige di padre pio, ha la tonsura francescana e una bandana sulla fronte, segni di pittura mimetica sulla faccia, scarponi militari al posto dei sandali. Appesa al collo un'immagine fluorescente del sacro cuore di gesù e, sopra, un rosario lampeggiante, alla cintura ha appesa una fondina con una lunga sciabola da una parte e due bombe a mano dall'altra, la sicura delle bombe a mano è a forma di madonna di lourdes. Imbraccia un Kalashnikov verniciato celeste con dipinta santa teresina di lisieux da una parte e benedetto XVI auto-congratulante dall'altra; sulle spalle una scritta recita: 'dio perdona, io no!"

"bastaaaa, dio è amore, lo volete capire una buona volta che dio è amoreeee?" urla rabbioso, in piedi a gambe larghe; punta il mitra e..
ta ta ta ta ta ta ta ta!
li fa fuori tutti.
poi, con l'arma ancora fumante, si avvicina a controllare che siano effettivamente morti, quindi si aggira per la stanza aggrottando la fronte, palesemente schifato da ciò che vede.
"tsé", dice, e solleva con un mignolo un preservativo usato da terra
"orrore", dice "quest'affare è contro la vita"! lo rigetta a terra
"basta con questo schifo immondo e satanico, tutto ciò deve finire"
prende una bottiglia di vodka, la getta in terra rompendola, poi scarica il mitra sulla vodka versata e dà fuoco alla stanza; andando via osserva soddisfatto la bandiera comunista che brucia.
Le fiamme avvolgono in brevissimo tempo tutto il palazzo, poi l'incendio si propaga a tutto il quartiere. In breve sarà bruciata tutta la città e le immediate vicinanze, il bilancio conclusivo è di sette milioni di vittime entro la sera.
Il frate guarda compiaciuto dall'alto della collina la grande città che brucia ancora, rischiarando la notte, è preso da una frenetica estasia mistica; ha acceso un falò deponendovi davanti quindici santini assortiti (san gaspare del bufalo, san Cortez, san pio XI, san Lefebre, santa barbara, san Baget Bozzo, la madonna assunta in cielo, santa Mara Carfagna ecc...) e danza attorno al fuoco come un pellerossa gridando al cielo:
"uh uh uh (verso del pellerossa) signore sia fatta la tua volontà! guarda come brucia la grande babilonia, il tuo amore ha trionfato." continua a danzare attorno al fuoco, rosso in volto, sudato e con gli occhi spalancati e le pupille dilatate. Poi si blocca con un sorriso trionfante, alza le braccia e lo sguardo al cielo e urla:
"dio degli eserciti, mandami un segno della tua benevolenza, e io conquisterò il mondo per te, sconfiggerò gli infedeli e..."
craaaack!
(un fulmine dal cielo riduce il frate in un mucchietto di cenere fumante in un secondo)

fine primo atto
sipario



secondo atto
sipario


scena:

Cielo, un tappeto soffice di nuvole a perdita d'occhio, in lontananza alti cumulinembi a mò di montagne.
Due uomini: uno di corporatura robusta, di mezza età o poco più, capelli sale e pepe a spazzola, grossi baffoni, sguardo severo, veste una divisa militare da parata bianca, adorna di medaglie; ha due orecchini di perla (finta), mascara e extension alle ciglia, un velo di rossetto vermiglio sulle labbra rudi, smalto rosa shocking sulle unghie. Scarpe con tacchi vertiginosi.
L'altro, più alto ma di corporatuta esile, sguardo mite, capelli sciolti fino alle spalle, barba incolta, veste una lunga tunica bianca fino ai piedi, al petto un badge con la faccia di Jhon Lennon, uno col simbolo della pace e un altro col logo dei Metallica. Sul retro della tunica ha stampato il numero 10 e la scritta "la mano de diòs". Sneakers all'ultima moda col led lampeggiante.
Stanno cercando di aggiustare un antenna televisiva.

"sta' attenta, hai fatto scappare un'altra scintilla verso il piano di sotto", dice il baffone ancheggiando verso l'altro
"uffa, non parlarmi al femminile. è che quest'impianto è vecchio di miliardi di anni, andrebbe rifatto" dice il capellone, armeggiando con una pinza in una presa di corrente
"t'ho già detto che per adesso non si può (fa di no col ditino), non abbiamo soldi a sufficienza. non ti basta il nuovo televisore al plasma?"
"si si, ma al prossimo acquisto voglio un pc nuovo, quello che abbiamo di là è troppo lento, e ha dei problemi: è da diecimila anni che cerco di scaricare l'update per 'Moral and Ehtic version 2.0' e non ci riesco"
"mah, non so davvero che ci devi fare con quel software vecchio e inutile." e fa pendere la manona con grazia
"è un role game molto divertente! si tratta di inventare delle regole di vita assurde per ipotetiche forme di vita inferiori, e si possono cambiare ogni volta che si vuole e adattarle alla convenienza del momento. dài, che t'ho visto spesso che ci giocavi anche tu"
"si ssi" dice il baffone arrossendo, "però adesso forza con 'sta antenna, che oggi sul primo canale satellitare c'é una serata a tema 'crescete e moltiplicatevi'.
"lo so, danno 'le sette fiche di Ercole' in prima serata, e poi 'oggi Venere riduce dieci uomini in cenere' a seguire. Non voglio perdermeli"!
"ma non davano 'Ulisse e il bastone di polifemo'?"
"quello domani. Ma insomma, a te interessa più Venere o Ulisse?"
"lascia stare. quanto ci manca?"
"Ecco: prova adesso"
il baffone si avvicina a un interruttore, e prima di premere guarda il capellone
"vado?"
"vai!"
craaaack!
parte una scintilla gigantesca che buca la coltre di nuvole e si abbatte sul mondo sottostante.
Il fulmine brucia tre quarti di foresta amazzonica, scioglie i poli e sommerge metà delle terre emerse.
In cielo và via la luce.
"uffa, ancora non ci siamo" dice sbuffando il capellone nel buio
"guarda che ci è rimasto un solo fusibile" dice il baffone mentre riaccende l'interruttore generale. Torna la luce

"ho sentito delle grida: cos'é stato?"
"sono quelli del piano di sotto; stanno sempre a far casino, sono insopportabili, sempre là a chiamare e invocare. Uffa..."
"ma che vogliono?"
"non lo so, non li ho mai ascoltati. Ma alla prossima riunione di condominio mi sentono, ah se mi sentono! Mi sono stufato di sopportarli"
"ci vuole pazienza, cara"
"t'ho detto di non parlarmi al femminile. ecco, adeso dovremmo esserci"
il baffone prova, stavolta il tv color si accende.
"oooh, finalmente. Dài, prendi i popcorn e vieni" e sgambetta sui tacchi
I due si accomodano su una nuvola a forma di sofà, mentre lo schermo davanti a loro comincia a mandare la sigla:
"la red light district movies presenta..."

dissolvenza.
sipario
fine


Nessun applauso: il "Third Planet Theatre" è completamente vuoto...

venerdì 30 gennaio 2009

Ateo? No, grazie - 2




- toc toc (bussa alla porta) è permesso?

- avanti!

- (entra) Eminenza, al comune m'hanno detto di mostrarle questo, per ottenere l'avallo. non ho capito bene perché, comunque... ecco la nuova proposta per il nostro slogan. (gli mostra una foto)

- Ah, bravo, bravo. Vediamo:
«La buona notizia è che in Italia ci sono milioni di atei. L’ottima è che credono nella libertà di espressione». mmmm, carino, si, carino...

- ecco, eminenza, noi intenderemmo portarlo alla...

- si, si, carino, con tutte quelle nuvolette bianche nel cielo blu...

- si, infatti...

- ah, che meraviglia il creato, non trova?

- beh, si certo, ma...

- ogni cosa in questo mondo manifesta la grandezza di dio!

- si, dicevo eminenza...

- sialodatogesucristo!

- ehm... ok, sia lodato. Dicevo...

- io trovo che con questo colore l'autobus sia più gradevole, ha un che di... di ecologico, ecco.

- già...

- immagino che la gente sia felice di salire su un autobus tutto bianco e blu, come un cielo in primavera (mostra il soffitto con ampi gesti della mano)

- si...

- trovo che possa allietare la giornata a tanti cristiani, che la mattina presto vanno al lavoro...

- mmm...

- mi piace, mi piace!

- Grazie, eminenza. ora...

- anzi, credo che si possa ancora migliorarlo!


- dice?

si, figliolo, dico!

- e...

- per esempio: per non coprire troppo "cielo" nella parte posteriore del bus, si potrebbe ridurre l'ampiezza della scritta.

- ma...

- ecco, per esempio così (prende un pennarello e riscrive lo slogan più piccolo di un quarto, nella foto, a fianco del bus) che ne dici?

- beh, ma...

- più azzurro, più nuvolette, più cielo! ah, così va meglio! guarda che bel colore (osserva la foto allontanandola con la mano)

- ...

- dobbiamo alleggerire l'animo dei cittadini, renderli felici e grati al signore! grande idea, quel cielo sullo sfondo, complimenti.

- grazie, ma è che così...

- anzi, sai cosa facciamo? spostiamo la scritta, lasciamo libero il cu... ehm, il posteriore del bus. così: (ridisegna la coda del bus senza alcuna scritta). ecco: un bel cielo con le nuvolette anche per chi sta in coda dietro il bus! che ne dici?

- sssi, b-bello, ma...

- un angoletto di cielo sulla terra, che squarcia lo smog cittadino e ci parla di dio, e delle meraviglie del creato! ahh! (osserva la foto soddisfatto)

- eminenza...

- si, si lo so: la tua scritta.

- ecco.

- vediamo, vediamo, dove possiamo metterla? magari... qui! (indica la targa del bus)

- ma quello è il posto per la targa!

- ah già. dovremmo rinunciarci, allora.

- a cosa?

- a metterla lì. vediamo...

- eminenza...

- ecco, trovato! la metteremo sul tetto!

- ma lì non la vedrà nessuno!

- figliolo, non essere pessimista. la vedrà il buon dio dall'alto!

- eminenza!

- e poi cosa credi, che la gente non si affaccia mai dal balcone?

- ma...

- allora deciso. dunque, poi ci sarebbe...

- cosa ancora?

- ecco... non potremmo modificare la scritta?

- eh?

- si, vedi figliolo, qualcuno potrebbe non capire.

- cosa?

- "la buona notizia"... non è mica un dispaccio d'agenzia! non è la pagina delle estrazioni del lotto!

- ma...

- no, figliolo, lascia che ti aiuti, vedrai che me ne sarai grato.

- ...

- allora. potremmo scrivere così: "la buona notizia è che in Italia ci sono atei" (si ferma a pensare) no, così non è una notizia neutra, potrebbe essere buona ma anche no, a seconda di come la si vede. Vediamo: "la notizia è che ci sono atei". ecco, così va bene. (scrive sul foglio)

- ma...

- poi la seconda parte: "quella ottima è che credono nella..." ... a me sembra troppo lunga, e se poi non basta lo spazio per scriverla?

- ma come, eminenza: sul tetto del bus non basta lo spazio?

- ecco, potremmo scrivere così: "quella ottima è che credono", così siamo sicuri che c'entra. Vediamo... (rilegge)

- ma così assume tutto un altro signif...

- "la notizia è che ci sono gli atei. L'ottima notizia è che credono".

- eminenza, io non penso che...

- si si, è perfetta. Sintesi, ci vuole sintesi! taglio giornalistico, agilità, sennò la gente dopo le prime due parole si stanca di leggere e va oltre.

- ?

- No, figliolo, non ringraziarmi, lo faccio per voi, in fondo siamo tutti fratelli in dio, no?

- ma...

- bene figliolo, bene. Grazie per la tua visita. Provvederò io stesso a contattare l'azienda e far preparare il bus, tu puoi andare in pace.

- come "il" bus? uno solo?

- beh calma, figliolo, calma, non vorrai mica cominciare con una intera flotta di bus, eh?! un passo per volta, sii modesto e umile, come ci insegna nostrosignoregesucristo. e poi dobbiamo lasciare liberi gli spazi anche per gli altri messaggi.

- quali messaggi?

- (apre il cassetto e gli mostra alcuni fogli) ecco: per esempio questa è la campagna dell'Artiglieria di Cristo: "dio vincerà sugli infedeli, quindi state allegri!". già 25 bus prenotati. Non è un messaggio allegro?

- c-come? (sbianca in volto)

- oppure questa, dei Giovani Orsolini: "dio esiste, per cui non ci provate!"

- eeh? (strabuzza gli occhi)

- poi ci sono i poster per la giornatadellagioventù col santopadre, e poi inizia l'avvento.

- l'avvento? eminenza, siamo a gennaio!

- e che vuol dire? a queste ricorrenze bisogna prepararsi per tempo, i fedeli... volevo dire, i cittadini hanno diritto a un ragionevole spazio di riflessione e crescita interiore! su su, figliolo, non farmi perdere altro tempo, ho tante pecorelle da riportare all'ovile. (lo prende sotto braccio e lo accompagna alla porta)

- eminenza, vorrei...

- no, t'ho detto che non devi ringraziarmi. sialodatogesucristo (gli porge la mano)

- s-sempresialodato (gliela bacia)

- addio figliolo. e torna a trovarmi! (chiude la porta sbattendola)