
Ci chiamano superbi
per non avere un dio
a cui affidare l’anima.
C’inducono a pregare
per ottenere in dono
la forza di superare il male.
Ci vogliono salvare
dall’ errore e dal peccato
di godere di un libero pensiero
Noi, “senza dio”, facciam paura
chè siamo senza briglie.
Siam piccoli e meschini
senza valore aggiunto
senza la fede che ci cura.
Così siam visti e additati,
votati alla lascivia, al vizio.
D’onestà e di forza privi
alla perdizione assoggettati.
Ma del mondo l’opinione
mille volti assume,
legarsi ad altre fedi
o esser liberi d’aver altro giudizio.
C’è un credo anche nell’ateo
che non ha meno valore
ed è in questa e in nessun’altra vita.
Questa dolce e triste vita
-la nascita, la morte, l’amore-
degna d’essere vissuta
all’insegna del rispetto
oltre diversità di sesso, di colore.
Rosalba Sgroia
Da “Nero assenso” Fabio Croce Editore 2003
2 commenti:
Grazie per averla pubblicata! :-)
Rosalba
Grazie a te per averla scritta! Appena l'ho letta l'ho trovata... come dire, subito "mia".
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